"...E' questo l'iter che segue la gente dell'innovazione e delle tendenze eretiche; i demoni ispirano loro un principio valido, di cui essi non dubitano, poi balenano a loro delle idee confuse, per mancanza di comprensione, al punto che essi deviano. Ora, tutto questo, per quanto riguarda il principio, va attribuito al demonio, ma se sapessero che in queste questioni il demonio è loro allievo ed impara da loro!
Ciò è quanto mai evidente nella Shi'ah, soprattutto negli Imamiti: inizialmente i demoni dei jinn insinuarono loro l'amore per la Gente della Casa e la dedizione per essa, ed essi quindi videro in ciò uno tra i modi più elevati per avvicinarsi ad Allah. Così sarebbe se essi si fossero fermati a ciò e non vi avessero aggiunto altro..."


Muhyiddin Ibn 'Arabi

"La conoscenza dei pensieri satanici che affiorano alla coscienza" Cap.55 delle "Futuhatu-l-Makkiyyah"
Yusuf al-Naahani "Compagni del Profeta" a cura di Marcello Perego ed. Mimesis



domenica 20 marzo 2011

20 FAMOSE DOMANDE DELLA SHIA CHE HANNO CONVERTITO UN ERUDITO SUNNITA!

9) Domanda: dei 124.000 profeti che Allah ha inviato, ci sono prove che abbiano lasciato tutto in elemosina ai loro seguaci ? Se è così, allora perchè le mogli del Profeta (S) non hanno devoluto tutto allo stato Islamico? Dopo tutto, gli Ahl al-Sunna considerano le mogli parte dell’Ahl al-Bayt. Se la sadaqa (elemosina) per gli Ahl al-Bayt è haram, allora perchè hanno conservato i loro beni?

Risposta: anche questa è completa ignoranza, la domanda è priva di logica. Se Fatima avesse avuto una quota della terra di Fadak, allora non avrebbero avuto diritto ad una quota su di essa anche le mogli del Profeta (S) e le altre figlie??? Perchè gli sciiti questo lo dimenticano!! Se Abu Bakr fù ingiusto a non dare la quota di Fadak a Fatima, non la diede nemmeno a sua figlia Aisha!
Egli ha affermato che i profeti non lasciano alcuna eredità da dividere tra i parenti.
Tu puoi leggere anche in Al-Kafi l’hadith secondo il quale i profeti non lasciano eredità.
Khomeyni in uno dei suoi libri di fiq, approva la correttezza di questo hadith.
Per quanto riguarda le mogli del Profeta (S) è necessario leggere la storia per vedere come il Profeta (S) diede ad ognuna di esse una casa di loro proprietà, non era un eredità.
Paragonare Fadak, una terra conquistata dai musulmani, alle case delle mogli del Profeta (S) è curioso. Come il fornire alle mogli del Profeta (S) i soldi per vivere, è una cosa del tutto naturale. Loro non potevano risposarsi, non avevano possedimenti e molte non avevano parenti su cui contare, cosa ti saresti aspettato che facessero per vivere se fossi stato tu il Califfo, mendicare???!!
E’ narrato in un hadith (Bukhari) che alcune mogli del Profeta (S), al tempo di Omar, andarono da Aisha per spingerla ad accompagnarle alla casa di Omar, per domandare dell’eredità del Profeta (S).
Aisha rifiutò e disse loro che i profeti non lasciavano eredità, quindi loro cambiarono opinione.
Questa questione e le eventuali risposte non hanno nulla a che fare con la prova che la Shia dei 12 imam sia la giusta versione dell’Islam.


10) Domanda: nel Corano leggiamo: “ Chi uccide intenzionalmente un credente, avrà il compenso dell’Inferno, dove rimarrà in perpetuo. Su di lui la collera e la maledizione di Allah e gli sarà preparato atroce castigo.” (4-93)
La storia testimonia che nel corso delle battaglie di Siffin e di Jemel, 70.800 musulmani persero la vita. Quale è in questo caso la posizione degli assassini? Questo versetto non è applicabile a loro? Se queste persone si sono opposte al Califfo del loro tempo e sono stati responsabili di sedizione (fitna) ed omicidio, quale sarà la loro condizione nel Giorno del Giudizio?

Risposta: tutto dipende dalle loro intenzioni. “Al a’malo binnyat”, le azioni dipendono dalle intenzioni. Se la loro intenzione era di portare la fitna tra i musulmani o ottenere un tornaconto personale, hanno commesso un peccato (non importa se appartenevano all’esercito di Ali o di Muhawiya). Per quanto riguarda la loro condizione futura, non siamo Dio per poter giudicare. Leggi la lettera 58 (o prima o dopo a seconda dell’edizione) nel Nahjul Balagha per vedere cosa pensa Ali delle persone di Siffin.
Certo che sono d’accordo che il diritto era con Ali e non con Aisha o Muhawiya. Sono d’accordo che Ali sia stato oppresso durante questi incidenti, ma non posso giudicare le intenzioni di ogni individuo che ne è stato coinvolto.
Questa questione e le eventuali risposte non hanno nulla a che fare con la prova che la Shia dei 12 imam sia la giusta versione dell’Islam.


11) Domanda: Allah ci dice nel Corano: “Tra i beduini che vi stanno attorno ci sono degli ipocriti, come del resto tra gli abitanti di Medina. Essi perseverano nell’ipocrisia. Tu non li conosci, Noi li conosciamo”. (9-101)
Il versetto prova l’esistenza degli ipocriti durante la vita del Profeta (S). Dopo la sua morte, che fine hanno fatto? Gli storici riferiscono che dopo la morte del Profeta (S) sono emersi due gruppi, i Banu Hashim con loro sostenitori e lo stato con i suoi sostenitori. In quale gruppo erano gli ipocriti?
La versione ufficiale sunnita è che non c’erano sciiti, o se c’erano erano solo 4, i quali sono rispettati da tutti e tutti innegabilmente credono che siano in Paradiso, mentre credono che la nascente fazione sunnita abbia formato la maggior parte della Ummah.

Risposta: questa domanda è molto ingannevole. Dire che gli ipocriti non erano quelle quattro persone non dimostra nulla contro gli altri compagni. Leggi i tafsir sciiti per sapere quali erano le caratteristiche degli ipocriti. Anche i tafsir sciiti non li considerano tra i famosi compagni del Profeta (S). Gli ipocriti menzionati nel Corano erano Abdullah Ibn Ubayy ed i suoi scagnozzi. Ibn Ubayy è morto durante la vita del profeta (S) e dopo di lui gli ipocriti si sono disgregati. Le loro caratteristiche non sono certamente quelle di grandi compagni come Omar, Abu Bakr, Talha e Zubayr. Leggi le tue proprie fonti, come Al-Mizan e vedrai.
Questa questione e le eventuali risposte non hanno nulla a che fare con la prova che la Shia dei 12 imam sia la giusta versione dell’Islam.


Fonte: http://answersforshiafriend.wordpress.com/
Articolo pubblicabile riportando la fonte :http://studiamolashia.blogspot.com/

domenica 20 febbraio 2011

20 FAMOSE DOMANDE DELLA SHIA CHE HANNO CONVERTITO UN ERUDITO SUNNITA! (3)

6) Domanda: se, come si dice, gli sciiti sono stati responsabili dell’uccisione di imam Hussain, allora perchè la maggioritaria Ahl al-Sunna non è venuta in suo aiuto? Dopo tutto essi erano in maggioranza, c’erano milioni di individui, quale era la loro posizione in quel momento?


Risposta: in primo logo a quel tempo non c’erano sciiti e sunniti, ma tutti erano musulmani. Leggi la storia di Karbala del dottor Israr Ahmed, per scoprire la verità di quanto è esattamente avvenuto. (http://www.scholaris.com/ebooks.htm, in aggiunta i nostri articoli nella sezione Ashura).
Riassumendo, Hussain prima di tutto non aveva previsto cosa sarebbe accaduto e non partì con l’intenzione di andare a combattere una guerra, quindi partì con pochi uomini compresi i suoi stretti famigliari, donne e bambini. Nessuno muove per il Jihad con donne e bambini! Stava andando a Kufa invitato dai suoi sostenitori (che poi lo hanno abbandonato), non a fare un combattimento. Quindi non ci si domanda del perchè altri musulmani dovessero unirsi a lui, dal momento che non c’era nessuna chiamata al Jihad! E soprattutto, a quel tempo non c’erano mezzi di comunicazione efficienti per informare tempestivamente su cosa stesse accadendo, ed inviare messaggi richiedeva del tempo, a piedi, cammello o cavallo.
Non dimenticare che la tragedia di Karbala è avvenuta in quello che oggi è l’Iraq e la terra Islamica d’Arabia era molto lontana.
Questa questione e le eventuali risposte non hanno nulla a che fare con la prova che la Shia dei 12 imam sia la giusta versione dell’Islam.


7) Domanda: se Omar era nel giusto, quando rifiutò la richiesta del Profeta (S) morente, nel presupporre che “Il Corano ci basta” (Sahih Bukhari, Hadith 112315/ 7366), quale sarà la ricompensa per aver accusato il Profeta (S) di vaneggiare? (Sahih Bukhari, Hadith 106682/4432)

Risposta: Bukhari,(Hadith 112315/ 7366), narrato da Ibn Abbas:
“Quando si avvicinava il tempo della morte del Profeta, c’erano in casa alcuni uomini. Tra loro Omar Ibn al-Khattab. Il Profeta disse: “Avvicinati che voglio scrivere per voi uno scritto dopo il quale non vi svierete”. Omar disse: “Il Profeta è seriamente malato e noi abbiamo il Corano, così il libro di Allah ci basta”. La gente che era in casa aveva differenti opinioni. Alcuni di loro dissero: “Avvicinatevi, in modo che il Profeta di Allah possa scrivere per voi uno scritto dopo il quale non vi svierete”, mentre altri dissero ciò che disse Omar e quando aumentarono le voci e il rumore delle diverse opinioni allora il Profeta disse: “Lasciatemi”.

Bukhari, (Hadith 106682/4432), narrato da Ibn Abbas:
Quando si avvicinava il tempo della morte del Profeta, c’erano in casa alcuni uomini .Il Profeta disse: “Avvicinatevi e lasciatemi scrivere per voi uno scritto dopo il quale non potrete sviarvi” Alcuni di loro dissero ”Il Profeta è seriamente malato e noi abbiamo il Corano, così il libro di Allah ci basta”, la gente in casa ebbe opinioni diverse e litigò, certi dicevano “Avvicinatevi, che scrive per voi uno scritto dopo il quale non vi svierete”, altri dicevano altro.
Quando aumentarono i discorsi e litigi, allora il Profeta disse: “Alzatevi”.
Allora Ibn Ubaid Allah raccontava che Ibn Abbas diceva: “Giovedì! E quanto fù gravoso quel giovedi", perché le diverse opinioni e il rumori ostacolarono il Profeta dallo scrivere quello scritto.

Si prega di rileggere gli hadith, Omar non ha accusato il Profeta (S) di vaneggiare. Omar non era lì da solo, ma c’erano un certo numero di compagni con lui e non vi era disaccordo tra loro riguardo a questo. Il Profeta (S) ha voluto dire alla gente qualcosa che potesse evitare loro di andare fuori strada. Il Corano, il libro di Allah, ha come unico obbiettivo quello di guidare gli uomini ed impedire loro di andare fuori strada,ed è per questo che alcuni compagni tra cui Omar non volevano disturbare il Profeta (S) nella sua malattia al solo scopo di ottenere qualcosa di scritto. E’ stato a causa del loro amore e preoccupazione per la salute del Messaggero. Perchè dobbiamo vedere l’evento in una luce negativa!! E’ solo la parzialità e la deviazione che possono far pensare ad una cosa del genere, ed è vergognoso pensare che il Profeta (S) sia stato così impotente ed in balia di Omar da non essere in grado di scrivere le sue volontà in punto di morte ed arrivare a quel giorno senza essere stato in grado di mettere per iscritto od esprimersi con chiarezza verso i musulmani!!
Gli sciiti sostengono che Omar ha fatto in modo di non fargli scrivere le sue volontà, ma sostengono anche che il Profeta (S) sia morto tra le braccia di Ali, ed allora perchè non ha potuto scrivere le sue volontà in punto di morte di fronte ai suoi Ahl al-Bayt?
Dove erano gli Ahl al-Bayt quando l’evento della penna è accaduto?
Questo hadith è narrato da Ibn Abbas, il figlio di Abbas, che gli sciiti stimano, quindi perchè non è stato in grado di ottenere di scrivere?
Questo evento è accaduto il giovedì e il Profeta (S) è morto di lunedì, quindi ha vissuto ancora tre giorni e se voleva poteva in qualche modo realizzare questo suo desiderio di scrivere!
Gli sciiti sostengono anche che in questo caso il Profeta (S) avrebbe voluto chiarire la sua volontà di scegliere Ali come Califfo, tuttavia essi sostengono anche che Ali era stato già scelto come Califfo a Ghadir Khum. Perchè allora questo evento della penna è così importante? Vi è una grande discrepanza nella versione sciita dei fatti!
L’hadith afferma chiaramente che si trattava di qualcosa per la Umma, che il Profeta (S) voleva mettere per iscritto, non le sue volontà! La verità è che è morto nella casa di Aisha, tra le sue braccia ed è stato sepolto nella stanza di Aisha.
Questa questione e le eventuali risposte non hanno nulla a che fare con la prova che la Shia dei 12 imam sia la giusta versione dell’Islam.


8) Domanda: Allah ha inviato 124000 profeti per guidare l’umanità. C’è qualche prova che alla morte di uno di questi profeti i suoi compagni non hanno partecipato al suo funerale, preferendo partecipare alla selezione del suo successore? Se tale precedente non esiste, allora perchè i compagni del Profeta (S) hanno seguito questo approccio?

Risposta: quello che gli sciiti affermano è falso, Abu Bakr ed Omar andarono a Saqifa per poi tornare e prendere parte alla preparazione del funerale. E’ stato Abu Bakr ad informare gli altri compagni che i profeti vanno sepolti dove muoiono e quindi l’Inviato di Allah andava sepolto nella stanza di Aisha, dove era morto.
Teniamo conto che il Profeta (S) era anche il capo di un giovane stato ed il suo successore al governo era un esigenza primaria per garantire continuità e stabilità.
Basti vedere in Iran alla morte di Khomeyni, con quanta solerzia si siano riuniti a discutere per trovare ed annunciare al popolo ed al mondo il suo successore, non indicato da Khomeyni in nessun testamento.
Piuttosto la domanda è : vi sono elementi per dimostrare che non presero parte ai preparativi del funerale??!
Ed un altra domanda è: vi sono prove che vi è una catena di non profeti che succedono ai profeti, tutti infallibili, tutti della stessa origine? Senza l’indicazione dei loro nomi nei libri sacri? Vi sono prove che uno di loro va in occultazione per secoli, pur rimanendo in questo mondo?
Questa questione e le eventuali risposte non hanno nulla a che fare con la prova che la Shia dei 12 imam sia la giusta versione dell’Islam.


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giovedì 27 gennaio 2011

RAZZISMO NELLA SHIA

Quando il Profeta (S) inviò ambasciatori in Persia e chiese loro di accettare l’Islam, i governanti persiani risposero altezzosi. Respinsero “l’umile” ambasciatore arabo e dichiararono categoricamente che la “grande” stirpe persiana mai si sarebbe sottomessa ai “bassi” arabi.

Infatti, nella Persia zoroastriana il razzismo era dilagante; i persiani adoratori del fuoco credevano di essere di una stirpe superiore a tutti gli altri popoli.
La fede sciita trovò molti sostenitori in Persia, e lentamente le ideologie del culto del fuoco si mescolarono alla Shia. Il razzismo dei persiani, infine penetrò nel canone sciita.
I seguenti sono alcuni Hadith sciiti che insegnano apertamente il razzismo, tutti raccolti in Al-Kafi, il più autorevole dei loro quattro libri di Hadith.
Questi Hadith, secondo gli sciiti, sono Sahih, in quanto narrati da Ali Bin Ibrahim, che da loro è considerato della massima affidabilità. Egli fu una delle principali fonti di Al-Kafi.
Vediamo che la religione Shia Ithna Ashari è particolarmente ostile contro i neri, e questi Hadith usano il termine “zunuj”, che nell’arabo comune si riferisce a tutte le genti nere.
Gli Hadith riportati sono consultabili in arabo sul sito sciita: http://www.alseraj.net/maktaba/kotob/hadith/kafi5/html/ara/books/al-kafi-5/218.html

Narrazioni:

1) (Narratori) Ali Bin Ibrahim, da Haroon Bin Muslim, da Mas’adah Bin Ziyad, da Abu Abdillah che disse: “Amir al Mu’minin Ali disse: Guardatevi dal sposare i neri (zunuj), perchè sono una creazione sgradevole”.
(Al Kafi, Libro del Matrimonio, cap. Coloro che sono sgraditi per il matrimonio, narrazione 1)

2) Ali Bin Ibrahim, da Ismael Bin Muhammad Al Makki, da Bin Ali Al Husain, da Amr Bin Uthman, da Husain Bin Khalid, da quelli che ha citato Abu Ar Rabi Al Shami che disse: “ L’imam Abu Abdillah disse: Non prendete nessuno che sia nero...non sposate mai nessuno dei curdi, perchè sono parte dei jinn (demoni)...”.
(Al Kafi, Libro del Matrimonio, cap. Coloro che sono sgraditi per il matrimonio, narrazione 2)

3) Da molti dei nostri compagni, da Sahl Bin Ziyad, da Musa Bin Jafar, da Amr Bin Sa’eed, da Muhammad Bin Abdillah Al Hashimi, da Ahmad Bin Yusuf, da Ali Bin Dawood Al Haddad che disse: “L’imam Abu Abdillah disse: Non sposarti con i neri (zunuj) ed i khazari, perchè hanno parenti stretti che sono infedeli”.
Ed inoltre:
India, Sind e Qind, non uno solo (proveniente) da essi è intelligente
(Al Kafi, Libro del Matrimonio, cap. Coloro che sono sgraditi per il matrimonio, narrazione 3)

India è naturalmente l’India, il Sind è il Pakistan ed il Qind si riferisce all’Afganisthan.
Khazar si riferisce alle zone settentrionali vicino al Mar Nero, e zunuj (neri) sono, ovviamente, ad ovest della Persia, l’Africa.
Se notiamo, lo sciismo è razzista verso tutti i non persiani. Persone di ogni regione circostante la Persia sono considerate inferiori, compresi gli africani, curdi, afgani, pakistani ed indiani.
Il razzismo è anche utilizzato contro gli arabi e la cultura araba.
Nel libro sciita Tareek-Al-Islam c’è scritto che quando Allah è felice, allora parla in persiano, ed Egli parla arabo solo quando è seccato. (Tareek-Al-Islam, pag.163).
Un altro interessante punto è che sebbene gli sciiti credano nella superiorità della discendenza del Profeta (S), lo fanno solo riguardo la discendenza di Hussain, mentre ignorano la progenie di suo fratello Hasan.
Non ci vuole molto a capire il perchè di questo pensiero: Hussain sposò una persiana, e quindi la sua discendenza è persiana.
Pertanto gli sciiti trovarono prudente abbandonare la discendenza non persiana di Hasan ed invece far risalire i loro imam solo attraverso i discendenti di Hussain.

La Gente della Sunna respinge il razzismo
Considerando che gli sciiti sostengono il razzismo, gli Hadith della maggioranza dei Musulmani lo rifiutano completamente. Ecco alcuni Hadith considerati autentici dagli Ahl Al-Sunna:
Il Profeta (S) disse: “Un arabo non ha alcuna superiorità su un non arabo, ne un non arabo ha qualsiasi superiorità su un arabo, ne un uomo di colore ha qualche superiorità su un uomo bianco o un uomo bianco su uno di colore, se non in base al criterio della Taqwa (timore i Dio). Tutti voi venite da Adamo ed Adamo viene dalla polvere” (As Sunan)
Il Profeta (S) inoltre disse: “Allah non guarda alle vostre forme o ai vostri colori, ma Egli guarda ai vostri cuori ed alle vostre azioni”. (Sahih Muslim)
Assabiyyah (nazionalismo, tribalismo, fanatismo) è un atteggiamento assolutamente Haram (proibito), in base agli Hadith dell’Ahl Al-Sunna.
Il Profeta (S) disse: “ Egli (Allah) non ci invita al assabiyyah o a combattere per l’assabiyyah o a morire per l’assabiyyah” (Abu Dawud)
A proposito di assabiyyah, il Profeta (S) ha detto: “Lascia stare. E’ marciume” (Sahih Bukhari e Muslim)

Concludiamo con la parola di Allah Onnipotente, che non lascia alcun dubbio:
“O uomini, vi abbiamo creato da un maschio e una femmina e abbiamo fatto di voi popoli e tribù, affinché vi conosceste a vicenda. Presso Allah, il più nobile di voi è colui che più Lo teme. In verità Allah è sapiente, ben informato.”
(Sacro Corano, Sura Al-Hujurât : 13)


http://www.ahlelbayt.com/articles/history/shimr
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giovedì 6 gennaio 2011

UNO SCIITA HA UCCISO HUSSAIN

Il fatto che siano stati gli sciiti di Kufa quelli che hanno abbandonato Hussain, è stato già discusso prima.

I sostenitori sciiti a questo risponderanno che : “Certo, gli sciiti sono quelli che non hanno difeso l’imam Hussain, ma sono i sunniti quelli che lo hanno realmente ucciso!
Tuttavia, questo non è affatto vero. Colui che ha ucciso Hussain, cioè chi gli ha dato il colpo di grazia, è stato un uomo di nome Shimr Bin Thil-jawshan ed era uno sciita, come registrato nei libri sia sunniti che sciiti.
Shimr faceva parte degli sciiti, poi ha tradito Hussain e si è unito agli uomini di Yazid, infliggendo all’imam il colpo mortale.
Per fornire una solida base a questo dato, si può fare riferimento al classico e stimato studioso sciita Al-Qummi.
Al-Qummi, autore del famoso libro Mafati Hul-Jinan, scrive in un suo libro:
Io dico , Shimr era nelle forze dell’Amir Al-Mu’minin (Ali) nel giorno di Siffin”.
(Safinatun-Najaat, vol.4, pag.492)


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