"...E' questo l'iter che segue la gente dell'innovazione e delle tendenze eretiche; i demoni ispirano loro un principio valido, di cui essi non dubitano, poi balenano a loro delle idee confuse, per mancanza di comprensione, al punto che essi deviano. Ora, tutto questo, per quanto riguarda il principio, va attribuito al demonio, ma se sapessero che in queste questioni il demonio è loro allievo ed impara da loro!
Ciò è quanto mai evidente nella Shi'ah, soprattutto negli Imamiti: inizialmente i demoni dei jinn insinuarono loro l'amore per la Gente della Casa e la dedizione per essa, ed essi quindi videro in ciò uno tra i modi più elevati per avvicinarsi ad Allah. Così sarebbe se essi si fossero fermati a ciò e non vi avessero aggiunto altro..."


Muhyiddin Ibn 'Arabi

"La conoscenza dei pensieri satanici che affiorano alla coscienza" Cap.55 delle "Futuhatu-l-Makkiyyah"
Yusuf al-Naahani "Compagni del Profeta" a cura di Marcello Perego ed. Mimesis



domenica 1 maggio 2011

LE MOGLI DEI PROFETI NOE’ E LOT (Pace su di loro)

Il Corano dichiara con forza che chi è puro dovrebbe sposare solo chi è puro.
“Unite in matrimonio quelli tra voi che non sono sposati e i vostri schiavi, maschi e femmine che siano onesti. E se sono bisognosi, Allah li arricchirà della Sua Grazia. Allah è largo nel dare e sapiente” (24:32)
Ed inoltre dichiara:
“Le malvagie ai malvagi e i malvagi alle malvagie. Le buone ai buoni e i buoni alle buone” (24:26)

Le Genti della Sunna utilizzano questi versetti come prova che Aisha (r) deve essere pura, poiché il Profeta (S) la sposò. Il Profeta (S) dopo tutto, non avrebbe consapevolmente violato il Corano sposando qualcuno di impuro. Dal momento che il Profeta (S) fu puro, poteva solo sposare donne pure.
La Shia insulta Aisha, ed al fine di contrastare questa tesi, gli sciiti si richiamano alle mogli dei profeti Noé e Lot.
Entrambe le donne erano sposate a dei puri profeti, eppure esse stesse erano impure e destinate al fuoco infernale, secondo il seguente versetto del Corano:
“Allah ha proposto ai miscredenti l'esempio della moglie di Noè e della moglie di Lot. Entrambe sottostavano a due dei Nostri servi, uomini giusti. Entrambe li tradirono, ed essi non poterono in alcun modo porle al riparo da Allah. Fu detto loro: “Entrate entrambe nel Fuoco, insieme con coloro che vi entrano”” (66:10)
Tuttavia sembra che questa argomentazione sia inconsistente, e speriamo inshAllah di poter dimostrare che, il fatto che questi due profeti avessero mogli peccatrici è solo una prova contro la Shia, in quanto crea una incoerenza nella logica teologica sciita.
Il Corano dice chiaramente che un uomo puro non dovrebbe sposare una donna impura (e viceversa) e l’ayatollah Khomeini ha dichiarato che: “Nell’Islam è vietato sposare i fasiqun (peccatori)”.

Quindi la domanda è ovvia: perché allora il profeta Noè ed i profeta Lot lo hanno fatto?

La risposta delle Genti della Sunna è molto semplice: i profeti Noè e Lot non conoscevano la peccaminosità delle loro mogli, al momento in cui stavano per sposarle.
Quindi, non hanno violato deliberatamente il comando di Allah, sposando non intenzionalmente delle peccatrici. Avessero saputo che le loro due mogli sarebbero state miscredenti, non le avrebbero certamente sposate. Ma solo Allah conosce al-Ghaib (l’invisibile) e solo Allah conosceva la loro destinazione finale nell’Inferno.
Per questo, uno sciita ingenuo potrebbe rispondere che forse il Profeta Muhammad (S) similmente sposò Aisha senza conoscerne la vera natura, e forse anche lui ha sposato una donna impura senza saperlo.

Tuttavia, qui sorge un problema all’interno delle credenze teologiche sciite.

Gli sciiti credono fermamente che il Profeta (S) ed i loro Imam conoscano al-Ghaib (l’invisibile), e vengano a conoscenza di tutto ciò che è nei cieli e sulla terra.
Quindi non è possibile che il Profeta (S), secondo la Shia non conoscesse la natura di Aisha, in quanto secondo la loro dottrina egli conosce tutto.
Ad esempio:
“L’imam Ali ha detto:”Giuro su Dio, che tiene la mia anima in mano, che so tutto quello che conosceva il Profeta, e so tutto sul passato e sul futuro, fino al Giorno del Giudizio”
(Fonte: http:// al-islam.org/leadership / )
“Abu Abdillah al-Husayn, dice:”Io so quello che c’è nei cieli e nella terra e so quello che c’è nel Paradiso e nell’Inferno; so quello che è stato e quello che sarà” (Al-Kafi, p.261)
Secondo Al-Kafi, il più autorevole dei quattro libri di Hadith sciiti, gli imam potrebbero presumibilmente dire se andrà in Paradiso o all’Inferno semplicemente ascoltando la voce di una persona:
“Ascoltando la voce di una persona l’imam può dire se essa è destinata ad andare all’Inferno o in Paradiso; e in tal modo può rispondere alle sue domande di conseguenza” (Al-Kafi, p.224)

Quindi gli sciiti non possono obbiettare che il Profeta (S) non fosse a conoscenza della reale natura di Aisha, quando la sposò. Se Aisha era impura e peccatrice, secondo la credenza sciita, il Profeta (S) lo sapeva. Se poi il Profeta (S) consapevolmente ha sposato una persona impura e peccaminosa, allora ha violato i versetti del Corano che lo vietano.
Per gli sciiti non vi è alcun modo di aggirare questo discorso.
Il fatto in questione è che gli sciiti non hanno modo di poter razionalizzare il perché questi due profeti hanno sposato donne peccatrici. Dato che secondo il loro credo, i profeti, esenti da peccato, conoscevano la natura e destino di queste donne.
Non erano, secondo la Shia, i profeti intenzionalmente peccatori, sposando donne peccatrici?

La Gente della Sunna, d’altra parte, non ha nessuna incongruenza nelle sue credenze.
Siamo convinti che il Corano comanda agli uomini e donne musulmani di sposare solo persone pure.
Il profeta Noè ed il profeta Lot, non conoscevano la natura di queste donne quando le hanno sposate, e quindi nessuna colpa può essere attribuita a questi uomini.
Inoltre, i comandamenti del Corano riguardi lo sposarsi tra puri, furono dati a questa Ummah, non necessariamente alla Ummah ai tempi dei profeti Lot e Noé.
La Sharia di questi profeti precedenti su questo argomento potrebbe essere stata differente dalla Sharia del Profeta Muhammad (S).
Quindi non possiamo dire nulla riguardo questi profeti, quello che sappiamo è che a questa Ummah, compreso il Profeta Muhammad, è stato vietato di sposare consapevolmente persone impure.
Riguardo al Profeta Muhammad, egli non ha mai divorziato Aisha e ciò è riconosciuto dagli sciiti.
Se il Profeta (S) avesse saputo che Aisha sarebbe divenuta miscredente, allora non divorziare da lei sarebbe stato un peccato, in quanto è haram (proibito) essere sposati ai kafir (miscredenti, negatori).
I libri sciiti affermano esplicitamente che Aisha, oltre ad essere malvagia e peccatrice, è divenuta kafir.
Vedi questo articolo:
http://www.schiiten.com/backup/AhlelBayt.com/www.ahlelbayt.com/articles/ahlel-bayt/slander.html

Il Profeta (S) non ha mai pensato che Aisha sarebbe divenuta kafir, altrimenti l’avrebbe divorziata. Dal momento che non lo ha fatto, l’unica conclusione che possiamo trarre è che il Profeta (S) non ha mai messo in discussione la purezza di sua moglie. Se il Profeta (S) avrebbe pensato che Aisha era malvagia, peccatrice o miscredente, non l’avrebbe mai sposata e se l’avesse sposata nulla gli avrebbe impedito di divorziare da lei!
Il Profeta (S) rimase sposato con Aisha fino all’ultimo giorno!
In conclusione, gli sciiti non possono portare ad esempio la questione delle mogli dei profeti Noè e Lot, in quanto essi stessi non hanno una spiegazione valida, come invece l’hanno i sunniti.
Gli sciiti non possono conciliare la loro convinzione che il Profeta (S) e gli imam conoscano tutto al-Ghaib (l’invisibile) ed invece abbiano sposato donne peccaminose, in chiara violazione dei precetti Divini.
Le Genti della Sunna si fidano dell’opinione del Profeta Muhammad, il Corano dice di sposare solo ciò che è puro ed il Profeta (S) sposò Aisha, quindi le Genti della Sunna saranno le ultime a mettere in discussione la sua purezza.
Coma credenti, non dovrebbe essere nostra politica fare supposizioni sul Profeta dell’Islam.
Il Corano comanda ai musulmani, tra cui il Profeta (S), di sposare donne pure, affermare che Aisha sia stata una peccatrice è dire che gli sciiti ne sanno più del Profeta (S) o che il Profeta (S) ha peccato sposandola. Nessuna delle due opzioni è accettabile. L’unica opzione accettabile è dire che il Profeta Muhammad sposò Aisha che era una donna pura.

Fonti:
http://www.schiiten.com/backup/AhlelBayt.com/www.ahlelbayt.com/articles/ahlel-bayt/wives-of-nuh-and-lut.html
http://www.alseraj.net/

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domenica 3 aprile 2011

LA SHIA ED IL MITO DELL’AGGRESSIONE A FATIMA (ra)

Domanda:
La Shia dice che dopo la riunione dei sahaba a Saqifa, Omar Ibn Khattab ed i suoi seguaci minacciarono di bruciare la casa di Fatima. Lui stesso buttò giù la porta della casa e ferì gravemente Fatima, al punto da farla abortire. Io credo che questa sia una bugia, ma voglio conoscere la sua origine e le opinioni degli studiosi. Il senso comune può provare che questa storia è fabbricata della Shia ed è un fatto ben noto che Fatima è morta circa sei mesi dopo il Profeta Muhammad (S). Allora come è possibile che lei sia stata aggredita dopo l’evento di Saqifa, accaduto alla morte del Profeta (S), ed a causa dell’infortunio abbia avuto un aborto spontaneo e sia morta si mesi dopo? Questo ovviamente è impossibile, se le cose vanno male in un aborto spontaneo la morte si ha poco dopo, non dopo sei mesi! Qualsiasi medico lo può confermare.

Risposta:
Il ringraziamento ad Allah, la preghiera e la pace sul Messaggero di Allah, la sua famiglia ed i suoi compagni.
La storia dell’aggressione a Fatima, l’incendio della sua casa e l’omicidio del suo feto, non è supportata da nessun racconto storico autentico. La logica ed il buon senso rifiutano decisamente questa storia.
Supponiamo per un momento che Abu Bakr ed Omar Bin Khattab abbiano realmente commesso quel crimine efferato, che dire di Ali Bin Abu Talib?
Come potrebbe Ali starsene quieto mentre sua moglie viene picchiata, la sua casa assaltata e suo figlio ucciso?
E’ questo il ritratto di Ali Bin Abu Talib che gli sciiti cercano di rappresentare?
Un uomo con poca fede, onore e virilità non permetterebbe che sua moglie venisse picchiata.
Allora come mai questo avverrebbe quando la donna è la figlia del Profeta (S) e l’uomo è il valoroso Ali Bin Abu Talib?
Questo è il risultato di una fabbricazione storica che è diventata uno dei dogmi di fede della Shia.
Sayyed Hussain Fadlallah, il grande studioso sciita del Libano, aveva negato l’episodio dell’aggressione a Fatima, e di conseguenza molti studiosi sciiti hanno condotto contro di lui una guerra. Lo hanno accusato di “wahabbismo”. Uno dei grandi studiosi sciiti dell’Iran, Al Tabrizi ha emesso un verdetto giuridico scomunicando Fadlallah dalla Shia, perchè Fadlallah aveva negato una della principali credenze religiose sciite (mentre ad esempio mettere in dubbio l’integrità del Santo Corano è da loro considerata un opinione come un altra).
La negazione di Fadlallah era venuta dopo approfondite ricerche riguardo la versione storica sciita e lui si basava molto su logica e buon senso.
Il libro “Al Imamah wa Al Siyasah” di Ibn Qutayibah è l’unico libro sunnita che riporta una storia simile. Tuttavia la totalità degli studiosi musulmani (con l’eccezione di Abu Ad Din Al Khatib) hanno dichiarato che il libro è erroneamente attribuito ad Ibn Qutayibah.
Tra le prove che il libro sia un falso, ne riportiamo alcune:
- I biografi di Ibn Qutaibah e gli storici non lo hanno mai citato tra quelli scritti dallo studioso
- Colui che lo ha scritto cita, da una donna che ne è stata testimone, la conquista dell’Andalusia, avvenuta 120 anni prima della nascita di Ibn Qutaibah
- Lo scrittore cita, erroneamente, la fondazione di Marrachesh da parte di Musa Bin Nusair, che invece è stata fondata da Yusuf Bin Tashfin, nel 455 E. Ed Ibn Qutaibah è morto nel 276 E.
- Il libro è colmo di banali errori che non commetterebbe un giovane storico inesperto, figuriamoci associarli alla figura di un grande tecnico e ricercatore storico come Ibn Qutaibah. Ad esempio l’affermazione che Harun Ar Rashid sia il successore diretto di Al Mahdi, e che Ar Rashid abbia lasciato l’incarico ad Al Mahmun
- Il libro narra da Abu Laila, un giudice di Kufa nel 148 E., quindi 65 anni prima della nascita di Ibn Qutaibah
- L’autore riporta molte narrazioni dirette da due sapienti egiziani, mentre Ibn Qutaibah non è mai andato in Egitto
- L’autore insulta e denigra i compagni e le mogli del Profeta (S), caratteristica dei rafidi, mentre i kharigiti non li denigrano tutti in tal modo

Pertanto non è corretto prendere quel libro come argomento contro gli Ahl As Sunna.
Ed anche supponessimo che Ibn Qutayibah avesse scritto quel libro, scopriremmo che la narrazione dell’assalto è scritta senza nessuna attribuzione.
Quindi non sappiamo chi veramente ha narrato questa storia.
I libri storici contengono fatti corretti e scorretti e noi dovremmo sempre distinguerli attraverso lo studio dell’attribuzione del narratore.
Al Salam Aleikum wa Rahmat Allah wa Barakatuh.

Fonti:
http://answersforshiafriend.wordpress.com/2009/12/29/shia-myth-of-assault-on-fatimah-ra/
Articolo in italiano: “Le falsificazioni sciite a proposito di Fâtima e ‘Umar” http://www.livingislam.org/k/fsfu_i.html
Sul libro di Ibn Qutaibah:
http://www.almanhaj.com/vb/showthread.php?t=13858&page=1

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domenica 20 marzo 2011

20 FAMOSE DOMANDE DELLA SHIA CHE HANNO CONVERTITO UN ERUDITO SUNNITA!

9) Domanda: dei 124.000 profeti che Allah ha inviato, ci sono prove che abbiano lasciato tutto in elemosina ai loro seguaci ? Se è così, allora perchè le mogli del Profeta (S) non hanno devoluto tutto allo stato Islamico? Dopo tutto, gli Ahl al-Sunna considerano le mogli parte dell’Ahl al-Bayt. Se la sadaqa (elemosina) per gli Ahl al-Bayt è haram, allora perchè hanno conservato i loro beni?

Risposta: anche questa è completa ignoranza, la domanda è priva di logica. Se Fatima avesse avuto una quota della terra di Fadak, allora non avrebbero avuto diritto ad una quota su di essa anche le mogli del Profeta (S) e le altre figlie??? Perchè gli sciiti questo lo dimenticano!! Se Abu Bakr fù ingiusto a non dare la quota di Fadak a Fatima, non la diede nemmeno a sua figlia Aisha!
Egli ha affermato che i profeti non lasciano alcuna eredità da dividere tra i parenti.
Tu puoi leggere anche in Al-Kafi l’hadith secondo il quale i profeti non lasciano eredità.
Khomeyni in uno dei suoi libri di fiq, approva la correttezza di questo hadith.
Per quanto riguarda le mogli del Profeta (S) è necessario leggere la storia per vedere come il Profeta (S) diede ad ognuna di esse una casa di loro proprietà, non era un eredità.
Paragonare Fadak, una terra conquistata dai musulmani, alle case delle mogli del Profeta (S) è curioso. Come il fornire alle mogli del Profeta (S) i soldi per vivere, è una cosa del tutto naturale. Loro non potevano risposarsi, non avevano possedimenti e molte non avevano parenti su cui contare, cosa ti saresti aspettato che facessero per vivere se fossi stato tu il Califfo, mendicare???!!
E’ narrato in un hadith (Bukhari) che alcune mogli del Profeta (S), al tempo di Omar, andarono da Aisha per spingerla ad accompagnarle alla casa di Omar, per domandare dell’eredità del Profeta (S).
Aisha rifiutò e disse loro che i profeti non lasciavano eredità, quindi loro cambiarono opinione.
Questa questione e le eventuali risposte non hanno nulla a che fare con la prova che la Shia dei 12 imam sia la giusta versione dell’Islam.


10) Domanda: nel Corano leggiamo: “ Chi uccide intenzionalmente un credente, avrà il compenso dell’Inferno, dove rimarrà in perpetuo. Su di lui la collera e la maledizione di Allah e gli sarà preparato atroce castigo.” (4-93)
La storia testimonia che nel corso delle battaglie di Siffin e di Jemel, 70.800 musulmani persero la vita. Quale è in questo caso la posizione degli assassini? Questo versetto non è applicabile a loro? Se queste persone si sono opposte al Califfo del loro tempo e sono stati responsabili di sedizione (fitna) ed omicidio, quale sarà la loro condizione nel Giorno del Giudizio?

Risposta: tutto dipende dalle loro intenzioni. “Al a’malo binnyat”, le azioni dipendono dalle intenzioni. Se la loro intenzione era di portare la fitna tra i musulmani o ottenere un tornaconto personale, hanno commesso un peccato (non importa se appartenevano all’esercito di Ali o di Muhawiya). Per quanto riguarda la loro condizione futura, non siamo Dio per poter giudicare. Leggi la lettera 58 (o prima o dopo a seconda dell’edizione) nel Nahjul Balagha per vedere cosa pensa Ali delle persone di Siffin.
Certo che sono d’accordo che il diritto era con Ali e non con Aisha o Muhawiya. Sono d’accordo che Ali sia stato oppresso durante questi incidenti, ma non posso giudicare le intenzioni di ogni individuo che ne è stato coinvolto.
Questa questione e le eventuali risposte non hanno nulla a che fare con la prova che la Shia dei 12 imam sia la giusta versione dell’Islam.


11) Domanda: Allah ci dice nel Corano: “Tra i beduini che vi stanno attorno ci sono degli ipocriti, come del resto tra gli abitanti di Medina. Essi perseverano nell’ipocrisia. Tu non li conosci, Noi li conosciamo”. (9-101)
Il versetto prova l’esistenza degli ipocriti durante la vita del Profeta (S). Dopo la sua morte, che fine hanno fatto? Gli storici riferiscono che dopo la morte del Profeta (S) sono emersi due gruppi, i Banu Hashim con loro sostenitori e lo stato con i suoi sostenitori. In quale gruppo erano gli ipocriti?
La versione ufficiale sunnita è che non c’erano sciiti, o se c’erano erano solo 4, i quali sono rispettati da tutti e tutti innegabilmente credono che siano in Paradiso, mentre credono che la nascente fazione sunnita abbia formato la maggior parte della Ummah.

Risposta: questa domanda è molto ingannevole. Dire che gli ipocriti non erano quelle quattro persone non dimostra nulla contro gli altri compagni. Leggi i tafsir sciiti per sapere quali erano le caratteristiche degli ipocriti. Anche i tafsir sciiti non li considerano tra i famosi compagni del Profeta (S). Gli ipocriti menzionati nel Corano erano Abdullah Ibn Ubayy ed i suoi scagnozzi. Ibn Ubayy è morto durante la vita del profeta (S) e dopo di lui gli ipocriti si sono disgregati. Le loro caratteristiche non sono certamente quelle di grandi compagni come Omar, Abu Bakr, Talha e Zubayr. Leggi le tue proprie fonti, come Al-Mizan e vedrai.
Questa questione e le eventuali risposte non hanno nulla a che fare con la prova che la Shia dei 12 imam sia la giusta versione dell’Islam.


Fonte: http://answersforshiafriend.wordpress.com/
Articolo pubblicabile riportando la fonte :http://studiamolashia.blogspot.com/

domenica 20 febbraio 2011

20 FAMOSE DOMANDE DELLA SHIA CHE HANNO CONVERTITO UN ERUDITO SUNNITA! (3)

6) Domanda: se, come si dice, gli sciiti sono stati responsabili dell’uccisione di imam Hussain, allora perchè la maggioritaria Ahl al-Sunna non è venuta in suo aiuto? Dopo tutto essi erano in maggioranza, c’erano milioni di individui, quale era la loro posizione in quel momento?


Risposta: in primo logo a quel tempo non c’erano sciiti e sunniti, ma tutti erano musulmani. Leggi la storia di Karbala del dottor Israr Ahmed, per scoprire la verità di quanto è esattamente avvenuto. (http://www.scholaris.com/ebooks.htm, in aggiunta i nostri articoli nella sezione Ashura).
Riassumendo, Hussain prima di tutto non aveva previsto cosa sarebbe accaduto e non partì con l’intenzione di andare a combattere una guerra, quindi partì con pochi uomini compresi i suoi stretti famigliari, donne e bambini. Nessuno muove per il Jihad con donne e bambini! Stava andando a Kufa invitato dai suoi sostenitori (che poi lo hanno abbandonato), non a fare un combattimento. Quindi non ci si domanda del perchè altri musulmani dovessero unirsi a lui, dal momento che non c’era nessuna chiamata al Jihad! E soprattutto, a quel tempo non c’erano mezzi di comunicazione efficienti per informare tempestivamente su cosa stesse accadendo, ed inviare messaggi richiedeva del tempo, a piedi, cammello o cavallo.
Non dimenticare che la tragedia di Karbala è avvenuta in quello che oggi è l’Iraq e la terra Islamica d’Arabia era molto lontana.
Questa questione e le eventuali risposte non hanno nulla a che fare con la prova che la Shia dei 12 imam sia la giusta versione dell’Islam.


7) Domanda: se Omar era nel giusto, quando rifiutò la richiesta del Profeta (S) morente, nel presupporre che “Il Corano ci basta” (Sahih Bukhari, Hadith 112315/ 7366), quale sarà la ricompensa per aver accusato il Profeta (S) di vaneggiare? (Sahih Bukhari, Hadith 106682/4432)

Risposta: Bukhari,(Hadith 112315/ 7366), narrato da Ibn Abbas:
“Quando si avvicinava il tempo della morte del Profeta, c’erano in casa alcuni uomini. Tra loro Omar Ibn al-Khattab. Il Profeta disse: “Avvicinati che voglio scrivere per voi uno scritto dopo il quale non vi svierete”. Omar disse: “Il Profeta è seriamente malato e noi abbiamo il Corano, così il libro di Allah ci basta”. La gente che era in casa aveva differenti opinioni. Alcuni di loro dissero: “Avvicinatevi, in modo che il Profeta di Allah possa scrivere per voi uno scritto dopo il quale non vi svierete”, mentre altri dissero ciò che disse Omar e quando aumentarono le voci e il rumore delle diverse opinioni allora il Profeta disse: “Lasciatemi”.

Bukhari, (Hadith 106682/4432), narrato da Ibn Abbas:
Quando si avvicinava il tempo della morte del Profeta, c’erano in casa alcuni uomini .Il Profeta disse: “Avvicinatevi e lasciatemi scrivere per voi uno scritto dopo il quale non potrete sviarvi” Alcuni di loro dissero ”Il Profeta è seriamente malato e noi abbiamo il Corano, così il libro di Allah ci basta”, la gente in casa ebbe opinioni diverse e litigò, certi dicevano “Avvicinatevi, che scrive per voi uno scritto dopo il quale non vi svierete”, altri dicevano altro.
Quando aumentarono i discorsi e litigi, allora il Profeta disse: “Alzatevi”.
Allora Ibn Ubaid Allah raccontava che Ibn Abbas diceva: “Giovedì! E quanto fù gravoso quel giovedi", perché le diverse opinioni e il rumori ostacolarono il Profeta dallo scrivere quello scritto.

Si prega di rileggere gli hadith, Omar non ha accusato il Profeta (S) di vaneggiare. Omar non era lì da solo, ma c’erano un certo numero di compagni con lui e non vi era disaccordo tra loro riguardo a questo. Il Profeta (S) ha voluto dire alla gente qualcosa che potesse evitare loro di andare fuori strada. Il Corano, il libro di Allah, ha come unico obbiettivo quello di guidare gli uomini ed impedire loro di andare fuori strada,ed è per questo che alcuni compagni tra cui Omar non volevano disturbare il Profeta (S) nella sua malattia al solo scopo di ottenere qualcosa di scritto. E’ stato a causa del loro amore e preoccupazione per la salute del Messaggero. Perchè dobbiamo vedere l’evento in una luce negativa!! E’ solo la parzialità e la deviazione che possono far pensare ad una cosa del genere, ed è vergognoso pensare che il Profeta (S) sia stato così impotente ed in balia di Omar da non essere in grado di scrivere le sue volontà in punto di morte ed arrivare a quel giorno senza essere stato in grado di mettere per iscritto od esprimersi con chiarezza verso i musulmani!!
Gli sciiti sostengono che Omar ha fatto in modo di non fargli scrivere le sue volontà, ma sostengono anche che il Profeta (S) sia morto tra le braccia di Ali, ed allora perchè non ha potuto scrivere le sue volontà in punto di morte di fronte ai suoi Ahl al-Bayt?
Dove erano gli Ahl al-Bayt quando l’evento della penna è accaduto?
Questo hadith è narrato da Ibn Abbas, il figlio di Abbas, che gli sciiti stimano, quindi perchè non è stato in grado di ottenere di scrivere?
Questo evento è accaduto il giovedì e il Profeta (S) è morto di lunedì, quindi ha vissuto ancora tre giorni e se voleva poteva in qualche modo realizzare questo suo desiderio di scrivere!
Gli sciiti sostengono anche che in questo caso il Profeta (S) avrebbe voluto chiarire la sua volontà di scegliere Ali come Califfo, tuttavia essi sostengono anche che Ali era stato già scelto come Califfo a Ghadir Khum. Perchè allora questo evento della penna è così importante? Vi è una grande discrepanza nella versione sciita dei fatti!
L’hadith afferma chiaramente che si trattava di qualcosa per la Umma, che il Profeta (S) voleva mettere per iscritto, non le sue volontà! La verità è che è morto nella casa di Aisha, tra le sue braccia ed è stato sepolto nella stanza di Aisha.
Questa questione e le eventuali risposte non hanno nulla a che fare con la prova che la Shia dei 12 imam sia la giusta versione dell’Islam.


8) Domanda: Allah ha inviato 124000 profeti per guidare l’umanità. C’è qualche prova che alla morte di uno di questi profeti i suoi compagni non hanno partecipato al suo funerale, preferendo partecipare alla selezione del suo successore? Se tale precedente non esiste, allora perchè i compagni del Profeta (S) hanno seguito questo approccio?

Risposta: quello che gli sciiti affermano è falso, Abu Bakr ed Omar andarono a Saqifa per poi tornare e prendere parte alla preparazione del funerale. E’ stato Abu Bakr ad informare gli altri compagni che i profeti vanno sepolti dove muoiono e quindi l’Inviato di Allah andava sepolto nella stanza di Aisha, dove era morto.
Teniamo conto che il Profeta (S) era anche il capo di un giovane stato ed il suo successore al governo era un esigenza primaria per garantire continuità e stabilità.
Basti vedere in Iran alla morte di Khomeyni, con quanta solerzia si siano riuniti a discutere per trovare ed annunciare al popolo ed al mondo il suo successore, non indicato da Khomeyni in nessun testamento.
Piuttosto la domanda è : vi sono elementi per dimostrare che non presero parte ai preparativi del funerale??!
Ed un altra domanda è: vi sono prove che vi è una catena di non profeti che succedono ai profeti, tutti infallibili, tutti della stessa origine? Senza l’indicazione dei loro nomi nei libri sacri? Vi sono prove che uno di loro va in occultazione per secoli, pur rimanendo in questo mondo?
Questa questione e le eventuali risposte non hanno nulla a che fare con la prova che la Shia dei 12 imam sia la giusta versione dell’Islam.


Fonte: http://answersforshiafriend.wordpress.com/
Articolo pubblicabile riportando la fonte :http://studiamolashia.blogspot.com/