In ambito sciita la raccolta di tradizioni Al-Kafi di Muhammad Yakub Al-Kulayni, è considerata il testo più affidabile su cui appoggiarsi.
(Al-Kafi è composto da 8 volumi e 16.000 hadith di cui solo 92 attribuiti al Profeta Muhammad (S), leggi anche nostro articolo: LE NARRAZIONI DI AHL AL-BAYT NEI LIBRI SCIITI E SUNNITI.)
I più grandi sapienti sciiti hanno confermato la validità ed esattezza dei tutto ciò che contiene Al-Kafi, fino al punto che in Iraq, nelle hawza, sciite è famigliare sentire che “Il libro del Kafi è sahih dall’inizio alla fine” (Al-Kafi sahih min al-jild ila al-jild).
Riportiamo alcune dichiarazioni di importanti sapienti sciiti in proposito:
Al-Kulayni stesso: “Il libro Al-Kafi contiene tutti i rami della religione che possono bastare allo studioso, è una fonte da cui attingere la scienza della religione e le narrazioni esatte (sahih) dai sinceri, per colui che cerca la guida” (Muqaddimat Al-Kafi Pag.26)
Al-Sheik Al-Mufid: “Al-Kafi è il libro più stimato ed utile tra i libri sciiti” (Min Al-Mukaddima‘an Tashih Al-I’tikad, Pag.26).
Nuri At-Tubrusi: “Al-Kafi tra i quattro libri è come il sole tra le stelle” (Mustadrak Al-Wasail, Vol.3, Pag.532).
Abdul Husain Sharaf Ad-Din Al-Musawi: “Al-Kafi, Al-Istibsar, At-Tahdib, Man La-Yahdoruhu Al-Faqih, sono mutawatir, ed il contenuto dei loro testi è sicuramente affidabile. E tra loro Al-Kafi è considerato il più antico, il più grande, il migliore e quello fatto meglio”. (Al-Muraja’at, num.110, pag.335)
Abbas Al-Qummi: “Uno dei libri islamici più onorati, uno dei libri più grandi degli imamiti, e per loro non è mai stato fatto un libro cosi” (Al-Kunaa wal Al-Kab,Vol.3, Pag.98).
Molti sapienti sciiti pensano che il libro sia stato presentato all’imam Mahdi e che egli abbia sentenziato: ”Al-Kafi è abbastanza per la nostra Shia” (Rawdat Al-Jannat, Pag.553, “Al–Shia” di Muhammad Sadiq As-Sadr, Pag-122).
Dopo questa breve introduzione, pare strano che quando ad uno sciita viene presentato come prova un hadith preso da Al-Kafi, in molti casi egli risponda con “Al-Kafi non è tutto sahih” o “L’hadith in questione rientra nei deboli”.
Questa non è una risposta scientifica ma di tipo vago che non fa avvicinare a nessuna verità, il più delle volte utile solo agli sciiti per togliersi dall’imbarazzo.
Invece una risposta scientifica e logica richiederebbe che i sapienti sciiti si trovino d’accordo nel dividere ed analizzare Al-Kafi secondo la scienza degli hadith, e definire queste narrazioni come sahih, daif, mawduh... (sicure, deboli, fabbricate...).
Allora, da quel momento noi potremmo prendere come prova solo ciò che i sapienti sciiti stabiliscono essere valido, ma purtroppo questa iniziativa non è mai stata realizzata, o meglio non si è mai voluto realizzarla, in tutta la storia della Shia.
Fanno eccezione alcuni singoli e personali tentativi, come quello di Al-Majlisi nell’antichità e quello di Muhammad Bakir Al-Bahbudi in epoca recente, che tra l’altro non vengono tenuti in considerazione sia perché esprimono un opinione personale sia perché non concordano nel valutare la validità delle narrazioni. Ad esempio, Al-Majlisi nel suo Mir’at Al-Ukul definisce debole quasi due terzi delle narrazioni di Al-Kafi, invece Al-Bahbudi ne indebolisce ancora di più, fino a comporne il singolo volume “Sahih Al-Kafi “.
Inoltre nessuno dei due presenta il metodo cui si è appoggiato per giudicare la validità o meno delle narrazioni, ed Al-Majlisi inventa dei parametri di giudizio inediti che non hanno validità nel campo della scienza degli hadith, come “affidabile come un sahih”( mawtuq kassahih), “sconosciuto come un sahih”(majhul kassahih) o “debole in generale, considerato buono da me” (daif alalmashhur mu’tabarun indi).
Ma lo stesso Al-Majlisi, che ha definito deboli migliaia di hadith, nel suo libro Mir’at Al-Ukul (Vol.1, Pag.3) dichiara che “ Il libro Al-Kafi è il più preciso, completo ed buono tra le opere della setta” !
Tutto questo dimostra che gli sciiti non conoscono cosa sia indagare le catene di trasmissione delle narrazioni (asanid), ed ulteriore prova appare sfogliando i loro libri dove si vede che la divisione e valutazione degli hadith, proviene dal loro contatto stretto e confronto con i sunniti, non da una esigenza dottrinale.
Come scrive Al-Hurr Al-Amili in Wasail As-Shia (vol.20, pag.100): “Questo nuovo termine -la divisione degli hadith (taqsim al hadith)- va in accordo con il credo degli Ahl As-Sunna ed i loro termini, anzi è preso dai loro libri, come si vede dalle indagini”.
Ed egli sempre nello stesso libro ci spiega come mai queste iniziative non hanno avuto successo in campo sciita: “Questa divisione risulta un imitazione sciita dei sunniti, che se applicata alle nostre narrazioni ed uomini porterebbe a delle brutte conseguenze sul credo sciita. Perché porterebbe alla revisione di tutti i fondamenti sciiti, dal tempo degli imam fino all’occultamento, e quindi a rifiutare tutte le loro narrazioni. Oltre al dover respingere certi trasmettitori che gli stessi imam hanno giudicato come affidabili”.
Anche Yusuf Al-Bahrani nel suo libro dice: “Bisogna prendere queste narrazioni così come le hanno prese i nostri sapienti pii, o cercare un altra religione e legge più completa” (Al-Hadaik An-Nadirah Vol-1, Pag. 15-16)
Possiamo notare che in Al-Kafi la maggior parte delle narrazioni inizia con “an’iddathin min ashabina”(raccontano certi nostri compagni), e la scienza degli hadith porta a rifiutare tali narrazioni che non hanno una catena di trasmissione conosciuta, dove vengono identificati i narratori.
Indagando sulle evidenti contraddizioni tra le narrazioni, si arriva al solito punto fermo di tutta la storia e dottrina della Shia cioè la taqiyya (dissimulazione delle opinioni od atti).
Al-Bahraini dice: “Il motivo delle contraddizioni nelle nostre narrazioni è la taqiyya e non la fabbricazione di menzogne”.
Se prendiamo questo per vero allora come possono gli sciiti distinguere con certezza dove si tratti di taqiyya e dove no? Sempre ammesso che ne abbiano realmente la volontà e l’interesse.
O per uscire dall’imbarazzo dicono “Tutto ciò che è in accordo con i sunniti è taqiyya, mentre tutto il resto è da seguire!?”.
Notiamo anche che in molti scritti (anche in italiano) dove gli sciiti, tentando di insinuare il dubbio tra i musulmani ingenui, “analizzando” le fonti sunnite, oltre al giungere ad importanti conclusioni storiche e soprattutto dottrinali senza prove e l’uso della logica, essi addirittura ammoniscono gli Ahl Al-Sunna riguardo la “scienza degli hadith”.
Citando Shaikh Gibril Haddad “Uno sciita che protesta riguardo “l’esame critico” degli hadith e la corretta “interpretazione” del Corano assomiglia ad un vegetariano che propone di esaltare le qualità dell’arrosto”.
Autore: Studiamo La Shia
Fonti consultate:
Siyaha Fi Kitab Al-Kafi di Uthman Al-Khamis
Akhbar As-Shia Wa Ahwal Ruwatiha di As-Sayyed Mahmud Shukry Al-Alusi
Mulahada Sunniya Dimashqiyya hawla Kitab Al-Kafi di Abdur-Rahman Ad-Dimashkiyya
Articolo pubblicabile riportando la fonte :http://studiamolashia.blogspot.com/
"...E' questo l'iter che segue la gente dell'innovazione e delle tendenze eretiche; i demoni ispirano loro un principio valido, di cui essi non dubitano, poi balenano a loro delle idee confuse, per mancanza di comprensione, al punto che essi deviano. Ora, tutto questo, per quanto riguarda il principio, va attribuito al demonio, ma se sapessero che in queste questioni il demonio è loro allievo ed impara da loro!
Ciò è quanto mai evidente nella Shi'ah, soprattutto negli Imamiti: inizialmente i demoni dei jinn insinuarono loro l'amore per la Gente della Casa e la dedizione per essa, ed essi quindi videro in ciò uno tra i modi più elevati per avvicinarsi ad Allah. Così sarebbe se essi si fossero fermati a ciò e non vi avessero aggiunto altro..."
Muhyiddin Ibn 'Arabi
"La conoscenza dei pensieri satanici che affiorano alla coscienza" Cap.55 delle "Futuhatu-l-Makkiyyah"
Yusuf al-Naahani "Compagni del Profeta" a cura di Marcello Perego ed. Mimesis
domenica 14 agosto 2011
domenica 3 luglio 2011
AL-MAHDI, L’ATTUALE IMAM, COME GUIDA LA SHIA?
Dopo la morte del Profeta Muhammad (S), Abu Bakr venne eletto dalla shura (consultazione reciproca), a Califfo della ummah.
Gli sciiti rifiutano l’elezione di Abu Bakr ed affermano che solo Dio può decretare la guida della ummah. Sostengono inoltre, con molta enfasi, che non è conforme alla Giustizia di Dio il lasciarci senza alcuna guida divina e che questa guida divina è l’imam infallibile.
Per enfatizzare ulteriormente l’argomento, gli sciiti chiedono alle genti della Sunna: “Come è possibile che Allah abbia lasciato la sua ummah senza una guida?”.
E rispondono categoricamente che non sarebbe dunque possibile per Allah, abbandonare senza guida la ummah, dopo la morte del Profeta (S).
Superficialmente, questi sembrano argomenti validi.
Supponiamo per un momento che le Genti della Sunna accettino il presupposto fallace che abbiamo necessità di un imam infallibile che ci guidi, e che non ci sarebbe Giustizia Divina senza il lascito di una guida divina.
Se le genti della Sunna accettassero questo, allora sarebbe legittimo porre la domanda successiva che è: “Dove è ora questa guida divina?”, “Dove si trova oggi l’imam infallibile?”.
A questo gli sciiti rispondono. “Oh, è rimasto nascosto per più di 1.000 anni ed uscirà verso la fine del mondo”.
Splendido!
Ciò significa che la teoria della Giustizia Divina riguardo la guida infallibile ha funzionato per circa 300 anni!
Infatti se gli sciiti vogliono sostenere che non c’è modo che la ummah possa essere abbandonata senza guida, dopo la morte del Profeta Muhammad (S), allora perché Allah lascia la Sua ummah senza una guida dopo la morte dell’undicesimo imam e l’improvvisa scomparsa del dodicesimo?
Imam significa “guida”, come può una persona essere guidata quando la guida non è reperibile ed accessibile?
Nessuno ha avuto contatto diretto con l’imam Mahdi durante la sua occultazione maggiore, che dura da oltre 1.000 anni.
Quindi quale è il senso di tutto questo dibattito?
Gli sciiti dell’imamato accusano i sunniti di non avere alcuna guida; bene, alla resa dei conti, siamo tutti finiti allo stesso punto, no?
Gli sciiti non avevano nessun organizzazione di leadership fino alla rivoluzione iraniana, ed il sistema iraniano della “Wilayatul faqih”, attualmente in vigore in Iran, non è altro che un sistema artificiale in cui gli “esperti” si riuniscono in una shura (consultazione reciproca), per eleggere il loro leader.
Beh, questo è esattamente quello che è accaduto a Saqifa, dopo la morte del Profeta (S), quando le persone hanno eletto Abu Bakr, quindi cosa è tutto questo trambusto?
Se gli sciiti sono disposti ad accettare l’ayatollah Komeini come guida della ummah, allora perché non Abu Bakr?
Perché trovano corretto per Khomeini essere addirittura il rappresentante eletto dell’imam nascosto, ma non trovano accettabile che Abu Bakr venga eletto rappresentante della comunità Islamica?
Il pilastro principale della Shia è la necessità di un imam divino e che la guida dei musulmani sia decretata divinamente. Senza questo pilastro e fondamento, l’intera fede sciita collassa su se stessa.
Ci domandiamo ancora, perché gli sciiti possono seguire Khomeini, ma non Abu Bakr?
La verità è che l’ayatollah Khomeini è stato eletto da uomini, e quindi decade l’intero argomento secondo il quale non ci sarebbe Giustizia Divina se Allah ci lasciasse senza una guida divina.
Khomeini non è stato certamente una guida divina, e la maggioranza degli sciiti su questo è d’accordo.
Alcuni musulmani hanno eletto a loro guida Osama Bin Laden; Khomeini ha qualche raccomandazione divina più di Osama?
Il punto è che se gli sciiti avevano un imam vivo, apparentemente infallibile con un accesso straordinario alla conoscenza, allora non avremmo avuto bisogno di questo dialogo.
Invece di tutti questi dibattiti, avremmo domandato agli sciiti di guidarci al loro imam infallibile, e là sicuramente l’imam ci avrebbe dimostrato il suo diritto con la sua straordinaria conoscenza, carattere e comportamento.
Questo non è il caso di adesso.
Se qualcuno di questi tempi diviene sciita, in termini di guida per lui nulla sarà cambiato.
Egli combina le preghiere, partecipa alle celebrazioni di ashura, paga il khums ai religiosi... ma nulla riguardo l’essere guidato da un imam divino.
Allora che cosa è esattamente il senso di questo dibattito?
Gli sciiti dicono che è obbligatorio conoscere l’imam del proprio tempo, ma del così detto imam del loro tempo cosa sanno?
Qualcosa di più di un nome e del fatto che egli non uscirà fino verso la fine del mondo?
Quindi tutto sta nel sapere un nome, piuttosto che avere una reale guida?
Ma siamo in lotta per un non problema: l’imam infallibile neppure esiste.
L’occultazione dell’imam è totalmente in contrasto con le basi della ragione per cui gli sciiti sostengono che abbiamo bisogno di un imam.
La credenza sciita, di fatto, è inconsistente.
Da un lato, la vere ragione per cui abbiamo bisogno di un imam è per esserne guidati, ma ora l’imam è in occultazione, quindi quali benefici ci da ora?
Il fondamento dello sciismo è la necessità di un imam, dopo la morte del Profeta (S), e che non ha senso per Allah non nominare un successore al Profeta (S).
Ora cosa diciamo riguardo al presente? Perché gli sciiti vivono senza un imam da oltre 1.000 anni?
Perché Allah avrebbe lasciato la ummah senza una guida per più di 1.000 anni?
Per rispondere a questa domanda, gli sciiti diranno che l’imam nascosto li guida ancora, mentre è in occultazione, ma la nostra domanda è: se l’imam nascosto (Al-Mahdi) può guidare gli sciiti senza vivere con loro fisicamente, perché non poteva in nostro Profeta Muhammad (S), guidarci senza essere presente con noi fisicamente?
Così gli sciiti semplicemente provano che il loro credo (aqida) nei dodici imam è in tutto superiore al nostro Profeta Muhammad (S).
Così, ancora una volta chiediamo a bruciapelo agli sciiti: come l’imam guida la Shia?
Non vi sono sostanziali risposte a questa domanda, ma solo semi risposte.
Prima risposta della Shia:
La guida dell’imam non si limita ad una guida diretta. Ci sono altre funzioni dell’imamato, che noi non possiamo comprendere appieno, eccetto che la sua esistenza è indispensabile per l’universo.
Confutazione:
Questo è solo un argomento filosofico (derivante de convinzioni preislamiche), che non trova nessun sostegno nel Corano e negli hadith.
Ci è stato detto che alcuni angeli organizzano alcune cose nell’universo, ma non abbiamo sentito nulla di una tale straordinaria affermazione per cui gli imam sono necessari per l’esistenza dell’universo.
Se l’esistenza dell’universo fosse stata realmente legata agli imam, allora dove è questa menzione nel Corano?
Se dovessimo credere che il mondo per esistere avesse bisogno di un imam, allora chi è stato l’imam immediatamente precedente al Profeta (S)? Il Profeta (S) l’ha mai incontrato?
E perché abbiamo bisogno di qualcuno che vive sulla terra per compiere questo lavoro?
L’imam Reza, l’ottavo imam per gli sciiti, ha fatto un osservazione molto interessante:
“ Se Allah voleva prolungare la vita di uno dei Suoi servi per il bisogno che la gente ha di lui, avrebbe prolungato la vita del Suo Profeta” (Kashi, Marifah Al Rijal, p.379).
Quindi, dalla risposta di qui sopra, in pratica, viene meno il loro principale argomento, per cui in ogni tempo vi sarebbe la necessità di un imam per guidare la gente (una guida diretta, materiale, non di tipo filosofico).
Infatti, gli studiosi classici sciiti dicevano che non c’è bisogno di dimostrare che abbiamo bisogno di un imam divino, dal momento che è “evidente” che Allah avrebbe concesso ad ogni popolo una tale guida. Motivavano che era semplicemente logico. E si facevano beffe degli Ahl Al Sunna, per la loro mancanza di una guida tangibile.
Esaminiamo uno degli argomenti sull’esistenza dell’imamato.
Sheik Mufid, uno dei classici studiosi sciiti, ha detto: “...la razionalità ci dice che sicuramente ci dovrebbe essere una guida infallibile in ogni tempo, che non fa affidamento sulle persone in materia religiosa..perché è impossibile che le genti vivano in un tempo in cui non ci siano guide che li avvicinano al bene e li allontanano dal male. Ogni umano incompleto ha bisogno di qualcuno che lo consigli ed ogni oppressore ha bisogno di qualcuno che lo controlli..e ci vorrebbe qualcuno che insegni a coloro che non sanno, solleva dall’ignoranza, consiglia gli sviati ed esegua gli hudud (punizioni della sharia)..e risolva i conflitti di opinione, nomini i governatori, difenda i confini e protegga le proprietà..e riunisca le persone per gli ‘Id e le preghiere comunitarie”.
(Al Irshad, sez.36)
Come possiamo vedere, questo studioso, uno dei padri della teologia e dottrina sciita, dice chiaramente che ci deve essere sempre un imam infallibile, in ogni epoca, in modo da poter in pratica dirigere e governare la gente.
Per generazioni, dopo la morte del Profeta (S), gli sciiti hanno criticato i sunniti a cui mancava tale “guida divina”, e la letteratura sciita è piena di argomentazioni che sostengono sia impossibile per Allah lasciare la sua ummah senza tale guida divina.
Questo naturalmente avveniva prima che l’imam andasse improvvisamente in occultazione e sparisse per mille anni, annullando completamente tutta la teoria secondo la quale Allah avrebbe sempre dato una guida fisica, teoria che è “naturalmente auto evidente”, come indicano i classici studiosi sciiti.
Come si può conciliare la posizione classica sciita con l’attuale?
Seconda risposta della Shia:
Il beneficio dell’imam in occultazione è come il beneficio del sole quando si trova dietro una nuvola.
Confutazione:
Questa non è altro che una giustificazione poetica al problema.
Che cosa si intende esattamente con il sole dietro le nuvole?
Il sole dietro le nuvole fornisce molti benefici, troppi da elencare. Fornisce ancora molta luce, agli umani, alle piante per la fotosintesi e per il riscaldamento del pianeta. Queste sono solo alcune funzioni del sole dietro le nuvole.
Quali sono allora i vantaggi dell’imam in occultazione?
Quale è stato il beneficio che ha portato l’imam da quando è sparito?
Ha in qualche modo aiutato nella scelta della guida politica e religiosa dell’Iran?
Oggi in Iran ci sono molte questioni controverse ed i religiosi sono ai ferri corti. Alcune di queste questioni includono i limiti della wilayat ul faqih, il modernismo, i mezzi di informazione, la libertà di espressione e molti altri problemi urgenti. Ci sono anche alcuni grossi studiosi sciiti (mujtahidun) agli arresti domiciliari, perché in contrasto con le attuali politiche e guida.
Ci sono state lettere, voci od e-mail dell’imam Mahdi, per chiarire queste controversie?
Quali di questi studiosi sciiti in forte disaccordo tra di loro sono diretti e guidati dall’imam Mahdi?
Come pensa il popolo sciita di risolvere questi problemi?
Quali sono i benefici che giungono dal “sole dietro le nuvole”?
Come possiamo vedere c’è grande differenza tra una favola e la realtà, e speriamo sinceramente che gli sciiti se ne rendano conto.
La risposta che l’imam è come “il sole dietro le nuvole” è adatta solo per quei giovani a cui bastano le risposte poetiche e romantiche. Ma per la gente che vuole significato e sostanza, questa risposta non vale nulla. Naturalmente, se una persona desidera essere ingannata, allora forse questa sarà una spiegazione esaustiva. Forse anche la sciocca ed infantile immagine che l’imam è come il sole dietro le nuvole, varrà per coloro che non amano pensare da se stessi, o meglio, per chi vuole aggrapparsi alla sua fede, non importa quale.
Terza risposta della Shia:
Ecco un estratto dal sito sciita Al-Islam.org:
“Il seguente hadith, conferma quello che cerchiamo di stabilire, e cioè che la vera ragione dell’occultazione non è stata spiegata al popolo, e che fatta eccezione per gli imam, nessuno sapeva nulla su si essa”.
(Da fonte sciita) l’imam Sadiq, riferendosi al Mahdi, ha detto: “Colui a cui è affidato il comando deve necessariamente vivere una vita invisibile...”, io chiesi all’imam la ragione. Lui rispose: “ Non mi è permesso rivelarne la ragione”. (Kamal ud’Din wa Tamamu An Njama, As Saduq, vol.1, pag. 127-153)
Confutazione:
Infine, gli sciiti ammettono di non sapere il motivo per cui il loro imam si è nascosto o quale vantaggio porti l’imam in occultazione.
Chiaramente questa è una mancanza di risposta.
Articolo scritto da Owais Muhammad, pubblicato da Ibn al-Hashimi, www.ahlelbayt.com
Fonte: http://www.schiiten.com/backup/AhlelBayt.com/www.ahlelbayt.com/articles/imamah/how-does-the-current-imam-lead-the-shia.html
Articolo pubblicabile riportando la fonte :http://studiamolashia.blogspot.com/
Gli sciiti rifiutano l’elezione di Abu Bakr ed affermano che solo Dio può decretare la guida della ummah. Sostengono inoltre, con molta enfasi, che non è conforme alla Giustizia di Dio il lasciarci senza alcuna guida divina e che questa guida divina è l’imam infallibile.
Per enfatizzare ulteriormente l’argomento, gli sciiti chiedono alle genti della Sunna: “Come è possibile che Allah abbia lasciato la sua ummah senza una guida?”.
E rispondono categoricamente che non sarebbe dunque possibile per Allah, abbandonare senza guida la ummah, dopo la morte del Profeta (S).
Superficialmente, questi sembrano argomenti validi.
Supponiamo per un momento che le Genti della Sunna accettino il presupposto fallace che abbiamo necessità di un imam infallibile che ci guidi, e che non ci sarebbe Giustizia Divina senza il lascito di una guida divina.
Se le genti della Sunna accettassero questo, allora sarebbe legittimo porre la domanda successiva che è: “Dove è ora questa guida divina?”, “Dove si trova oggi l’imam infallibile?”.
A questo gli sciiti rispondono. “Oh, è rimasto nascosto per più di 1.000 anni ed uscirà verso la fine del mondo”.
Splendido!
Ciò significa che la teoria della Giustizia Divina riguardo la guida infallibile ha funzionato per circa 300 anni!
Infatti se gli sciiti vogliono sostenere che non c’è modo che la ummah possa essere abbandonata senza guida, dopo la morte del Profeta Muhammad (S), allora perché Allah lascia la Sua ummah senza una guida dopo la morte dell’undicesimo imam e l’improvvisa scomparsa del dodicesimo?
Imam significa “guida”, come può una persona essere guidata quando la guida non è reperibile ed accessibile?
Nessuno ha avuto contatto diretto con l’imam Mahdi durante la sua occultazione maggiore, che dura da oltre 1.000 anni.
Quindi quale è il senso di tutto questo dibattito?
Gli sciiti dell’imamato accusano i sunniti di non avere alcuna guida; bene, alla resa dei conti, siamo tutti finiti allo stesso punto, no?
Gli sciiti non avevano nessun organizzazione di leadership fino alla rivoluzione iraniana, ed il sistema iraniano della “Wilayatul faqih”, attualmente in vigore in Iran, non è altro che un sistema artificiale in cui gli “esperti” si riuniscono in una shura (consultazione reciproca), per eleggere il loro leader.
Beh, questo è esattamente quello che è accaduto a Saqifa, dopo la morte del Profeta (S), quando le persone hanno eletto Abu Bakr, quindi cosa è tutto questo trambusto?
Se gli sciiti sono disposti ad accettare l’ayatollah Komeini come guida della ummah, allora perché non Abu Bakr?
Perché trovano corretto per Khomeini essere addirittura il rappresentante eletto dell’imam nascosto, ma non trovano accettabile che Abu Bakr venga eletto rappresentante della comunità Islamica?
Il pilastro principale della Shia è la necessità di un imam divino e che la guida dei musulmani sia decretata divinamente. Senza questo pilastro e fondamento, l’intera fede sciita collassa su se stessa.
Ci domandiamo ancora, perché gli sciiti possono seguire Khomeini, ma non Abu Bakr?
La verità è che l’ayatollah Khomeini è stato eletto da uomini, e quindi decade l’intero argomento secondo il quale non ci sarebbe Giustizia Divina se Allah ci lasciasse senza una guida divina.
Khomeini non è stato certamente una guida divina, e la maggioranza degli sciiti su questo è d’accordo.
Alcuni musulmani hanno eletto a loro guida Osama Bin Laden; Khomeini ha qualche raccomandazione divina più di Osama?
Il punto è che se gli sciiti avevano un imam vivo, apparentemente infallibile con un accesso straordinario alla conoscenza, allora non avremmo avuto bisogno di questo dialogo.
Invece di tutti questi dibattiti, avremmo domandato agli sciiti di guidarci al loro imam infallibile, e là sicuramente l’imam ci avrebbe dimostrato il suo diritto con la sua straordinaria conoscenza, carattere e comportamento.
Questo non è il caso di adesso.
Se qualcuno di questi tempi diviene sciita, in termini di guida per lui nulla sarà cambiato.
Egli combina le preghiere, partecipa alle celebrazioni di ashura, paga il khums ai religiosi... ma nulla riguardo l’essere guidato da un imam divino.
Allora che cosa è esattamente il senso di questo dibattito?
Gli sciiti dicono che è obbligatorio conoscere l’imam del proprio tempo, ma del così detto imam del loro tempo cosa sanno?
Qualcosa di più di un nome e del fatto che egli non uscirà fino verso la fine del mondo?
Quindi tutto sta nel sapere un nome, piuttosto che avere una reale guida?
Ma siamo in lotta per un non problema: l’imam infallibile neppure esiste.
L’occultazione dell’imam è totalmente in contrasto con le basi della ragione per cui gli sciiti sostengono che abbiamo bisogno di un imam.
La credenza sciita, di fatto, è inconsistente.
Da un lato, la vere ragione per cui abbiamo bisogno di un imam è per esserne guidati, ma ora l’imam è in occultazione, quindi quali benefici ci da ora?
Il fondamento dello sciismo è la necessità di un imam, dopo la morte del Profeta (S), e che non ha senso per Allah non nominare un successore al Profeta (S).
Ora cosa diciamo riguardo al presente? Perché gli sciiti vivono senza un imam da oltre 1.000 anni?
Perché Allah avrebbe lasciato la ummah senza una guida per più di 1.000 anni?
Per rispondere a questa domanda, gli sciiti diranno che l’imam nascosto li guida ancora, mentre è in occultazione, ma la nostra domanda è: se l’imam nascosto (Al-Mahdi) può guidare gli sciiti senza vivere con loro fisicamente, perché non poteva in nostro Profeta Muhammad (S), guidarci senza essere presente con noi fisicamente?
Così gli sciiti semplicemente provano che il loro credo (aqida) nei dodici imam è in tutto superiore al nostro Profeta Muhammad (S).
Così, ancora una volta chiediamo a bruciapelo agli sciiti: come l’imam guida la Shia?
Non vi sono sostanziali risposte a questa domanda, ma solo semi risposte.
Prima risposta della Shia:
La guida dell’imam non si limita ad una guida diretta. Ci sono altre funzioni dell’imamato, che noi non possiamo comprendere appieno, eccetto che la sua esistenza è indispensabile per l’universo.
Confutazione:
Questo è solo un argomento filosofico (derivante de convinzioni preislamiche), che non trova nessun sostegno nel Corano e negli hadith.
Ci è stato detto che alcuni angeli organizzano alcune cose nell’universo, ma non abbiamo sentito nulla di una tale straordinaria affermazione per cui gli imam sono necessari per l’esistenza dell’universo.
Se l’esistenza dell’universo fosse stata realmente legata agli imam, allora dove è questa menzione nel Corano?
Se dovessimo credere che il mondo per esistere avesse bisogno di un imam, allora chi è stato l’imam immediatamente precedente al Profeta (S)? Il Profeta (S) l’ha mai incontrato?
E perché abbiamo bisogno di qualcuno che vive sulla terra per compiere questo lavoro?
L’imam Reza, l’ottavo imam per gli sciiti, ha fatto un osservazione molto interessante:
“ Se Allah voleva prolungare la vita di uno dei Suoi servi per il bisogno che la gente ha di lui, avrebbe prolungato la vita del Suo Profeta” (Kashi, Marifah Al Rijal, p.379).
Quindi, dalla risposta di qui sopra, in pratica, viene meno il loro principale argomento, per cui in ogni tempo vi sarebbe la necessità di un imam per guidare la gente (una guida diretta, materiale, non di tipo filosofico).
Infatti, gli studiosi classici sciiti dicevano che non c’è bisogno di dimostrare che abbiamo bisogno di un imam divino, dal momento che è “evidente” che Allah avrebbe concesso ad ogni popolo una tale guida. Motivavano che era semplicemente logico. E si facevano beffe degli Ahl Al Sunna, per la loro mancanza di una guida tangibile.
Esaminiamo uno degli argomenti sull’esistenza dell’imamato.
Sheik Mufid, uno dei classici studiosi sciiti, ha detto: “...la razionalità ci dice che sicuramente ci dovrebbe essere una guida infallibile in ogni tempo, che non fa affidamento sulle persone in materia religiosa..perché è impossibile che le genti vivano in un tempo in cui non ci siano guide che li avvicinano al bene e li allontanano dal male. Ogni umano incompleto ha bisogno di qualcuno che lo consigli ed ogni oppressore ha bisogno di qualcuno che lo controlli..e ci vorrebbe qualcuno che insegni a coloro che non sanno, solleva dall’ignoranza, consiglia gli sviati ed esegua gli hudud (punizioni della sharia)..e risolva i conflitti di opinione, nomini i governatori, difenda i confini e protegga le proprietà..e riunisca le persone per gli ‘Id e le preghiere comunitarie”.
(Al Irshad, sez.36)
Come possiamo vedere, questo studioso, uno dei padri della teologia e dottrina sciita, dice chiaramente che ci deve essere sempre un imam infallibile, in ogni epoca, in modo da poter in pratica dirigere e governare la gente.
Per generazioni, dopo la morte del Profeta (S), gli sciiti hanno criticato i sunniti a cui mancava tale “guida divina”, e la letteratura sciita è piena di argomentazioni che sostengono sia impossibile per Allah lasciare la sua ummah senza tale guida divina.
Questo naturalmente avveniva prima che l’imam andasse improvvisamente in occultazione e sparisse per mille anni, annullando completamente tutta la teoria secondo la quale Allah avrebbe sempre dato una guida fisica, teoria che è “naturalmente auto evidente”, come indicano i classici studiosi sciiti.
Come si può conciliare la posizione classica sciita con l’attuale?
Seconda risposta della Shia:
Il beneficio dell’imam in occultazione è come il beneficio del sole quando si trova dietro una nuvola.
Confutazione:
Questa non è altro che una giustificazione poetica al problema.
Che cosa si intende esattamente con il sole dietro le nuvole?
Il sole dietro le nuvole fornisce molti benefici, troppi da elencare. Fornisce ancora molta luce, agli umani, alle piante per la fotosintesi e per il riscaldamento del pianeta. Queste sono solo alcune funzioni del sole dietro le nuvole.
Quali sono allora i vantaggi dell’imam in occultazione?
Quale è stato il beneficio che ha portato l’imam da quando è sparito?
Ha in qualche modo aiutato nella scelta della guida politica e religiosa dell’Iran?
Oggi in Iran ci sono molte questioni controverse ed i religiosi sono ai ferri corti. Alcune di queste questioni includono i limiti della wilayat ul faqih, il modernismo, i mezzi di informazione, la libertà di espressione e molti altri problemi urgenti. Ci sono anche alcuni grossi studiosi sciiti (mujtahidun) agli arresti domiciliari, perché in contrasto con le attuali politiche e guida.
Ci sono state lettere, voci od e-mail dell’imam Mahdi, per chiarire queste controversie?
Quali di questi studiosi sciiti in forte disaccordo tra di loro sono diretti e guidati dall’imam Mahdi?
Come pensa il popolo sciita di risolvere questi problemi?
Quali sono i benefici che giungono dal “sole dietro le nuvole”?
Come possiamo vedere c’è grande differenza tra una favola e la realtà, e speriamo sinceramente che gli sciiti se ne rendano conto.
La risposta che l’imam è come “il sole dietro le nuvole” è adatta solo per quei giovani a cui bastano le risposte poetiche e romantiche. Ma per la gente che vuole significato e sostanza, questa risposta non vale nulla. Naturalmente, se una persona desidera essere ingannata, allora forse questa sarà una spiegazione esaustiva. Forse anche la sciocca ed infantile immagine che l’imam è come il sole dietro le nuvole, varrà per coloro che non amano pensare da se stessi, o meglio, per chi vuole aggrapparsi alla sua fede, non importa quale.
Terza risposta della Shia:
Ecco un estratto dal sito sciita Al-Islam.org:
“Il seguente hadith, conferma quello che cerchiamo di stabilire, e cioè che la vera ragione dell’occultazione non è stata spiegata al popolo, e che fatta eccezione per gli imam, nessuno sapeva nulla su si essa”.
(Da fonte sciita) l’imam Sadiq, riferendosi al Mahdi, ha detto: “Colui a cui è affidato il comando deve necessariamente vivere una vita invisibile...”, io chiesi all’imam la ragione. Lui rispose: “ Non mi è permesso rivelarne la ragione”. (Kamal ud’Din wa Tamamu An Njama, As Saduq, vol.1, pag. 127-153)
Confutazione:
Infine, gli sciiti ammettono di non sapere il motivo per cui il loro imam si è nascosto o quale vantaggio porti l’imam in occultazione.
Chiaramente questa è una mancanza di risposta.
Articolo scritto da Owais Muhammad, pubblicato da Ibn al-Hashimi, www.ahlelbayt.com
Fonte: http://www.schiiten.com/backup/AhlelBayt.com/www.ahlelbayt.com/articles/imamah/how-does-the-current-imam-lead-the-shia.html
Articolo pubblicabile riportando la fonte :http://studiamolashia.blogspot.com/
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Mahdi
domenica 5 giugno 2011
20 FAMOSE DOMANDE DELLA SHIA CHE HANNO CONVERTITO UN ERUDITO SUNNITA!
17) Domanda: se non credere in Aisha è un atto di miscredenza, che opinione dovremmo avere riguardo al suo assassino?
Risposta: qui chi pone la domanda tenta di inserire la credenza sciita che Muhawia abbia ucciso Aisha.
Facendo riferimento a Tarikhul Islam vol 2 di Najeefabadi, abbiamo scoperto che non c’è narrazione che dichiari che Muhawiya abbia ucciso Aisha.
Si dice solo che Aisha è morta di morte naturale ed è stata sepolta nel Jannat’ul Baqi.
Qui ora possiamo vedere a che livello di disonestà arrivino gli sciiti nel fabbricare calunnie ed utilizzare l’inganno.
Questa questione e le eventuali risposte non hanno nulla a che fare con la prova che la Shia dei 12 imam sia la giusta versione dell’Islam.
18) Domanda: comunemente si ritiene che i sahabah siano stati coraggiosi, generosi, sapienti e che passassero il tempo nell’adorazione di Allah. Se vogliamo determinare il loro coraggio, dobbiamo indagarne la storia. Quanti miscredenti ha ucciso il famoso sahabah Omar durante le battaglie di Badr, Uhud, Khandaq, Khaybar ed Hunain? Come, quanti ne ha uccisi durante il suo califfato?
Se dovessimo determinare chi fosse saldo contro i miscredenti allora non può certo essere quella persona che rifiutò di andare dai kuffar prima del trattato di Hudaybiyah in ragione di non avere amici [tra loro] e suggerì invece che andasse Uthman in virtù del suo legame con il clan Ummayah, contro l'obbligo stabilito su di lui da un comando diretto del Santo Profeta (S)
Risposta: quanti ne hanno uccisi Salman ed Abu Dhar? Quanti ne hanno uccisi Ibn Abbas e Miqdad? Domanda sciocca! Forse chi la pone è troppo influenzato dalla dittatura del suo paese.
Il Profeta (S) non ha mai incoraggiato la gente ad obbedire ciecamente quando chiedeva qual’cosa.
Ha usato ascoltare le opinioni degli altri e molte volte le ha accettate.
Non ho letto la storia cui è stato fatto riferimento nella domanda ma per me è completamente sensata. Era la Sunna degli arabi quella di appoggiare i loro parenti; lo stesso Profeta (S) utilizzò tale "Sunna" molte volte.
19) Domanda: i Saha Sitta (i 6 libri sunniti) hanno tradizioni in cui il Profeta (S) predisse la venuta di dodici califfi dopo di lui. Chi sono? Noi asseriamo che sono i dodici imam dell’Ahl al-Bayt. Mulla Ali Qari, mentre parla della aqida Hanafi, dichiara che il sesto califfo fù Yazid Ibn Muhawiya. Il Profeta (S) si riferiva ad un uomo del genere? Quando noi abbiamo hadith che dichiarano: “Colui che muore senza dare la baya ad un imam muore della morte di un appartenente ai giorni della jahiliyya”, allora è imperativo che noi identifichiamo chi sono questi dodici califfi.
Risposta: l’hadith è wahid (narrato da una sola persona), ed il narratore era un ragazzino quando lo ha udito. Nessuno può basare tutta la sua religione su un hadith wahid.
A parte questo, l’hadith non pone alcun obbligo ai musulmani. Non ordina qualcosa, segnala qualcosa. L’hadith si riferisce a degli emiri (in alcune versioni a dei califfi), gli imam sciiti, tranne Ali ed in parte Hasan, non sono diventati emiri o califfi. L’imam Zayn al-Abidin rifiutò il califfato quando la situazione gli era molto favorevole. Anche i Banu Ummaya ed i siriani erano pronti a dargli la baya, ma lui rifiutò.
Lo stesso fece Jafar as-Sadiq, in uno scenario in cui gli alawiti ed i Bau Abbas avevano sradicato i Banu Ummaya ed un gran numero di persone erano disposte a dargli la baya.
Inoltre sono gli Ithna Ashari credono all’esistenza del dodicesimo imam.
Secondo altri, non è mai esistito e ci sono molti altri hadith che danno differenti profezie sul futuro dei musulmani. Uno dovrebbe guardare ed esaminare tutti i narratori per ottenere un quadro migliore. L’hadith non dice che questi emiri sono essi stessi dei buoni musulmani, ma dice che al loro tempo l’Islam avrà potere e rispetto, ed in tal modo possiamo vedere il punto di vista di Mulla Ali Qari.
Riguardo l’altro hadith, bisognerebbe leggere tutti gli altri dello stesso tipo sempre per vedere l’intero quadro. L’hadith come è scritto sopra, non è considerato autentico dai sunniti, tuttavia ci sono altri hadith che dicono che colui che si estranea dalla comunità dei musulmani, fino al punto di non conoscere il leader della società, sarà morto come nell’epoca dell’ignoranza.
Questa non è altro che un indicazione dell’importanza dell’essere socialmente e politicamente attivi e consapevoli nell’Islam. E ciò è perfettamente in linea con la lettera 6 di Ali a Muhawiya nel Nahjul Balagha. Esso non implica affatto che nel tempo ci dovrebbe essere sempre un imam qualificato. E’ chiaro che se non ci sono ima qualificati, allora l’hadith non sarà rilevante in quel contesto storico. Si dice che se i musulmani hanno un leader, tu come individuo devi riconoscerlo, e questa è la tua responsabilità sociale e politica. Quindi, per favore, guardiamo l’hadith nella sua corretta versione e contesto, per aiutare noi stessi a comprenderlo.
20) Domanda: qualcuno può cambiare le leggi di Allah? Allora perché Omar ha introdotto le preghiere comunitarie di tarawih, i 4 takbir nella preghiera funebre, i 3 talaq in una sola seduta e vietato il mutah? Che diritto aveva di sostituire gli ordini di Allah con i propri?
Risposta: l’imam Khomeini, in uno dei suoi discorsi, disse che il waly faqih può anche ordinare ai musulmani di fermarsi dal leggere la preghiera se ritiene che la lettura delle preghiere potrebbe danneggiare l’Islam. E’ divertente vedere i suoi seguaci accusare Omar.
Omar non ha mai introdotto il tarawih. E’ stato iniziato al tempo del Profeta (S) ed il Profeta (S) ha lasciato che i musulmani lo facessero per tre notti. L’unico motivo per cui lo ha interrotto è che (secondo anche gli hadith che usano gli sciiti) egli temeva che potesse divenire una pratica obbligatoria e quindi difficoltosa per la comunità. Al tempo di Omar, l’Islam era solido ed il Profeta (S) era morto, così non c’era pericolo che potesse essere inteso come obbligatorio e la gente ha voluto leggerlo in jamaa (comunitariamente). La motivazione precauzionale per proibirlo non c’era più ed i musulmani sapevano (in accordo con gli hadith) che l’atto in sé non era un problema, altrimenti il Profeta (S) ne avrebbe parlato. E non ha mai detto che fosse un innovazione.
Potete vedere ai giorni nostri il significato di quello che fece Omar, durante il mese di Ramadan in cui tantissimi musulmani fanno il tarawih a Mecca, e potete vedere l’effetto che fa sulla popolazione sciita che con curiosità e frustrazione li segue dal vivo alla televisione.
Le altre questioni riguardano il fiq e l’ijtihad.
Ali per primo mise la Zakat sugli asini, perché valutò che a quel tempo molta gente usava possedere asini (vedi Al-Kafi, sezione sulla Zakat), i questo ha cambiato la legge o no?
Per me, la comprensione dell’Islam di Omar era molto superiore a quella di Khomeini.
Ad esempio nonostante le evidenze nella sunna, Khomeini dichiarò lecito il gioco degli scacchi.
In base a quali criteri si riconosce il diritto di ijtihad di Khomeini che non ha mai visto un profeta e si rifiuta di dare lo stesso diritto ad Omar che ha vissuto accanto al miglior Profeta (S)?
A tal proposito la Shia è maestra nel cambiare le leggi di Allah e portare innovazioni nella religione.
E Allah conosce meglio.
Fonte: http://answersforshiafriend.wordpress.com/
Le venti domande sciite:
http://www.answering-ansar.org/challenges/20questions/en/index.php
Articolo pubblicabile riportando la fonte :http://studiamolashia.blogspot.com/
Risposta: qui chi pone la domanda tenta di inserire la credenza sciita che Muhawia abbia ucciso Aisha.
Facendo riferimento a Tarikhul Islam vol 2 di Najeefabadi, abbiamo scoperto che non c’è narrazione che dichiari che Muhawiya abbia ucciso Aisha.
Si dice solo che Aisha è morta di morte naturale ed è stata sepolta nel Jannat’ul Baqi.
Qui ora possiamo vedere a che livello di disonestà arrivino gli sciiti nel fabbricare calunnie ed utilizzare l’inganno.
Questa questione e le eventuali risposte non hanno nulla a che fare con la prova che la Shia dei 12 imam sia la giusta versione dell’Islam.
18) Domanda: comunemente si ritiene che i sahabah siano stati coraggiosi, generosi, sapienti e che passassero il tempo nell’adorazione di Allah. Se vogliamo determinare il loro coraggio, dobbiamo indagarne la storia. Quanti miscredenti ha ucciso il famoso sahabah Omar durante le battaglie di Badr, Uhud, Khandaq, Khaybar ed Hunain? Come, quanti ne ha uccisi durante il suo califfato?
Se dovessimo determinare chi fosse saldo contro i miscredenti allora non può certo essere quella persona che rifiutò di andare dai kuffar prima del trattato di Hudaybiyah in ragione di non avere amici [tra loro] e suggerì invece che andasse Uthman in virtù del suo legame con il clan Ummayah, contro l'obbligo stabilito su di lui da un comando diretto del Santo Profeta (S)
Risposta: quanti ne hanno uccisi Salman ed Abu Dhar? Quanti ne hanno uccisi Ibn Abbas e Miqdad? Domanda sciocca! Forse chi la pone è troppo influenzato dalla dittatura del suo paese.
Il Profeta (S) non ha mai incoraggiato la gente ad obbedire ciecamente quando chiedeva qual’cosa.
Ha usato ascoltare le opinioni degli altri e molte volte le ha accettate.
Non ho letto la storia cui è stato fatto riferimento nella domanda ma per me è completamente sensata. Era la Sunna degli arabi quella di appoggiare i loro parenti; lo stesso Profeta (S) utilizzò tale "Sunna" molte volte.
19) Domanda: i Saha Sitta (i 6 libri sunniti) hanno tradizioni in cui il Profeta (S) predisse la venuta di dodici califfi dopo di lui. Chi sono? Noi asseriamo che sono i dodici imam dell’Ahl al-Bayt. Mulla Ali Qari, mentre parla della aqida Hanafi, dichiara che il sesto califfo fù Yazid Ibn Muhawiya. Il Profeta (S) si riferiva ad un uomo del genere? Quando noi abbiamo hadith che dichiarano: “Colui che muore senza dare la baya ad un imam muore della morte di un appartenente ai giorni della jahiliyya”, allora è imperativo che noi identifichiamo chi sono questi dodici califfi.
Risposta: l’hadith è wahid (narrato da una sola persona), ed il narratore era un ragazzino quando lo ha udito. Nessuno può basare tutta la sua religione su un hadith wahid.
A parte questo, l’hadith non pone alcun obbligo ai musulmani. Non ordina qualcosa, segnala qualcosa. L’hadith si riferisce a degli emiri (in alcune versioni a dei califfi), gli imam sciiti, tranne Ali ed in parte Hasan, non sono diventati emiri o califfi. L’imam Zayn al-Abidin rifiutò il califfato quando la situazione gli era molto favorevole. Anche i Banu Ummaya ed i siriani erano pronti a dargli la baya, ma lui rifiutò.
Lo stesso fece Jafar as-Sadiq, in uno scenario in cui gli alawiti ed i Bau Abbas avevano sradicato i Banu Ummaya ed un gran numero di persone erano disposte a dargli la baya.
Inoltre sono gli Ithna Ashari credono all’esistenza del dodicesimo imam.
Secondo altri, non è mai esistito e ci sono molti altri hadith che danno differenti profezie sul futuro dei musulmani. Uno dovrebbe guardare ed esaminare tutti i narratori per ottenere un quadro migliore. L’hadith non dice che questi emiri sono essi stessi dei buoni musulmani, ma dice che al loro tempo l’Islam avrà potere e rispetto, ed in tal modo possiamo vedere il punto di vista di Mulla Ali Qari.
Riguardo l’altro hadith, bisognerebbe leggere tutti gli altri dello stesso tipo sempre per vedere l’intero quadro. L’hadith come è scritto sopra, non è considerato autentico dai sunniti, tuttavia ci sono altri hadith che dicono che colui che si estranea dalla comunità dei musulmani, fino al punto di non conoscere il leader della società, sarà morto come nell’epoca dell’ignoranza.
Questa non è altro che un indicazione dell’importanza dell’essere socialmente e politicamente attivi e consapevoli nell’Islam. E ciò è perfettamente in linea con la lettera 6 di Ali a Muhawiya nel Nahjul Balagha. Esso non implica affatto che nel tempo ci dovrebbe essere sempre un imam qualificato. E’ chiaro che se non ci sono ima qualificati, allora l’hadith non sarà rilevante in quel contesto storico. Si dice che se i musulmani hanno un leader, tu come individuo devi riconoscerlo, e questa è la tua responsabilità sociale e politica. Quindi, per favore, guardiamo l’hadith nella sua corretta versione e contesto, per aiutare noi stessi a comprenderlo.
20) Domanda: qualcuno può cambiare le leggi di Allah? Allora perché Omar ha introdotto le preghiere comunitarie di tarawih, i 4 takbir nella preghiera funebre, i 3 talaq in una sola seduta e vietato il mutah? Che diritto aveva di sostituire gli ordini di Allah con i propri?
Risposta: l’imam Khomeini, in uno dei suoi discorsi, disse che il waly faqih può anche ordinare ai musulmani di fermarsi dal leggere la preghiera se ritiene che la lettura delle preghiere potrebbe danneggiare l’Islam. E’ divertente vedere i suoi seguaci accusare Omar.
Omar non ha mai introdotto il tarawih. E’ stato iniziato al tempo del Profeta (S) ed il Profeta (S) ha lasciato che i musulmani lo facessero per tre notti. L’unico motivo per cui lo ha interrotto è che (secondo anche gli hadith che usano gli sciiti) egli temeva che potesse divenire una pratica obbligatoria e quindi difficoltosa per la comunità. Al tempo di Omar, l’Islam era solido ed il Profeta (S) era morto, così non c’era pericolo che potesse essere inteso come obbligatorio e la gente ha voluto leggerlo in jamaa (comunitariamente). La motivazione precauzionale per proibirlo non c’era più ed i musulmani sapevano (in accordo con gli hadith) che l’atto in sé non era un problema, altrimenti il Profeta (S) ne avrebbe parlato. E non ha mai detto che fosse un innovazione.
Potete vedere ai giorni nostri il significato di quello che fece Omar, durante il mese di Ramadan in cui tantissimi musulmani fanno il tarawih a Mecca, e potete vedere l’effetto che fa sulla popolazione sciita che con curiosità e frustrazione li segue dal vivo alla televisione.
Le altre questioni riguardano il fiq e l’ijtihad.
Ali per primo mise la Zakat sugli asini, perché valutò che a quel tempo molta gente usava possedere asini (vedi Al-Kafi, sezione sulla Zakat), i questo ha cambiato la legge o no?
Per me, la comprensione dell’Islam di Omar era molto superiore a quella di Khomeini.
Ad esempio nonostante le evidenze nella sunna, Khomeini dichiarò lecito il gioco degli scacchi.
In base a quali criteri si riconosce il diritto di ijtihad di Khomeini che non ha mai visto un profeta e si rifiuta di dare lo stesso diritto ad Omar che ha vissuto accanto al miglior Profeta (S)?
A tal proposito la Shia è maestra nel cambiare le leggi di Allah e portare innovazioni nella religione.
E Allah conosce meglio.
Fonte: http://answersforshiafriend.wordpress.com/
Le venti domande sciite:
http://www.answering-ansar.org/challenges/20questions/en/index.php
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20 domande
domenica 22 maggio 2011
20 FAMOSE DOMANDE DELLA SHIA CHE HANNO CONVERTITO UN ERUDITO SUNNITA!
12) Domanda: le Genti della Sunna hanno quattro principi legali, il Corano, l’Ijtihad, la Sunna ed il Qiyas. Se ci riferisce agli eventi di Saqifa, qualcuno di questi principi è applicato?
Risposta: una confusione totale. In primo luogo ciò a cui l’autore sta provando a riferirsi sono i principi del Fiq e non del governo di una società. Ce ne sono altri come l’Ijma ed anche l’includere l’Ijtihad nella lista, dimostra che l’autore non conosca nulla riguardo le fonti del Fiq sia della Sunna che della Shia. Se leggi la storia dell’Islam vedrai che il Santo Profeta (S) ha istituito una società molto democratica, in cui molte decisioni (ovviamente ad eccezione di quanto rivelato da Allah) sono state prese tramite la consultazione tra persone competenti. Quanto accaduto a Saqifa è stato in realtà un approccio istituito dal Profeta (S). In questo modo si potrebbe dire che è stato basato sulla Sunna e l’Ijtihad. D’altra parte, non ci sono assolutamente prove evidenti della dottrina dei 12 imam, nel Corano e nella Sunna. Quindi la stessa domanda è valida per gli Ithna Ashari.
Questa questione e le eventuali risposte non hanno nulla a che fare con la prova che la Shia dei 12 imam sia la giusta versione dell’Islam.
13) Domanda: se rifiutare un Califfo Ben Guidato equivale all’apostasia, che cosa diciamo di quegli individui che si ribellarono e combatterono contro il quarto dei Califfi Ben Guidati?
Risposta: non credo che il rifiuto di un Califfo corrisponda all’apostasia, tuttavia, come dice Ali nel Nahjul Balagha alla lettera 6, chi ha rifiutato è andato fuori dalla strada dei musulmani. Non tutte le persone che combatterono contro Ali effettivamente lo fecero perché respinsero il suo califfato. Molti hanno iniziato una lotta perché volevano arrestare gli assassini di Uthman (ancora una volta il riferimento è ad una lettera del Nahjul Balagha, la 58, o prima o dopo a seconda della versione).
Questa questione e le eventuali risposte non hanno nulla a che fare con la prova che la Shia dei 12 imam sia la giusta versione dell’Islam.
14) Domanda: è un principio fondamentale di razionalità che, se due parti sono in controversia entrambi possono essere in errore, ma entrambi non possono essere nel giusto. Applicando questo alle battaglie di Jemel e Siffin, possono sia gli assassini che gli assassinati essere in Paradiso, ed essere nel giusto?
Risposta: no, non c’è un’altra possibilità, entrambi hanno una parte di giusto ed una di sbagliato. Per quanto riguarda Siffin e Jemel, come ho detto, tutto va ricondotto alle reali intenzioni dei singoli individui. E’ possibile che qualcuno, con un intenzione divina nell’esercito di Muhawiya possa venire considerato un martire e qualcuno con un intenzione negativa nell’esercito di Ali abbia sprecato la sua vita. Con questo però non si intende giustificare l’atto di Muhawiya di combattere contro Ali.
Questa questione e le eventuali risposte non hanno nulla a che fare con la prova che la Shia dei 12 imam sia la giusta versione dell’Islam.
15) Domanda: il Profeta (S) ha detto: “Giuro per colui che controlla la mia vita che questo uomo (Ali) e la sua Shia, saranno sicuramente liberati nel Giorno della Resurrezione”.
Esiste alcun hadith in cui il Profeta (S) abbia garantito il Paradiso per gli imam Abu Hanifa, Malik, Shafi, Hanbal ed i loro seguaci?
Risposta: no e non ci sono neppure hadith che indicano che i seguaci dell’imam Sadiq avranno garantito il Paradiso. Ed Allora?! Gli zayditi sono anche essi seguaci dell’imam Ali, come gli ismailiti, e considerano voi dei fuorviati, come del resto voi considerate loro.
Secondo gli Ithna Ashari andranno tutti in Paradiso, perché sono seguaci dell’ima Ali?
Seguire Ali significa sono essere un Ithna Ashari?
Sei sicuro al 100% che Malik Ashtar (famoso compagno di Ali) abbia seguito la stessa dottrina dell’imamato come gli Ithna Ashari?
Possiamo dire che i sunniti non siano seguaci dell’imam Ali solo perché seguono e rispettano altri sahabah?
A proposito, tutti gli imam di cui hai parlato, sono imam nel Fiq (giurisprudenza) non nall’Aqida (credo). Quindi il tuo paragone è fuori luogo. Inoltre, l’hadith (se accettato come autentico) non implica che questi saranno gli unici ad andare in Paradiso.
Pensi che non ci siano altri hadith in cui il Santo Profeta (S) promette il Paradiso ad altri che ad Ali? Hai mai letto i versetti del Corano che lodano i Muhajirin e gli Ansar, ed incoraggiano coloro che seguono il loro esempio? (ad esempio At-Tawba-100)
Può uno Shia Ithna Ashari considerarsi come una delle persone di cui parla questo versetto, cioè un seguace del percorso dei sahabah?
In un altro versetto (Al-Hashr-10) Allah dice che coloro che non appartengono ai Muhajirin ed agli Ansar, devono pregarLo di non far venire alcun pensiero malato nei loro cuori riguardo questi sahabah.
Voi avete mai pregato e chiesto questo ad Allah, o invece praticate la maledizione sui sahabah e diffondete calunnie su di loro?
Leggi i versetti della Sura al-Muhminin per vedere, in generale, chi sono le persone che vanno in Paradiso. Vedi menzionati alcuni seguaci di imam?
Questa questione e le eventuali risposte non hanno nulla a che fare con la prova che la Shia dei 12 imam sia la giusta versione dell’Islam.
16) Domanda: Aisha durante la sua vita è stata una critica severa di Uthman, fino al punto di sostenere la sua uccisione. Come è possibile che dopo la sua uccisione lei abbia scelto di ribellarsi contro l’imam Ali, sulla premessa che gli assassini di Uthman andavano arrestati? Perché lei ah abbandonato Mecca, dipingendo Uthman come una vittima, mobilitando l’opposizione di Bassora? Ha preso questa decisione basandosi sul desiderio di difendere Uthman o era motivata dal suo odio per l’imam Ali?
Risposta: la narrazione secondo la quale Aisha era una critica severa di Uthman, fino al punto di dichiarare: “Ammazzate questo Nathal (vecchio stupido) perchè è divenuto un miscredente”, è riportata in alcune opere sunnite da una persona chiamata Nasr Ibn Muhazim...
Questa persona era un estremista sciita e gli studiosi di rijall (storia dei trasmettitori) l’hanno considerato un bugiardo inventore. Quindi questo racconto è semplicemente falso.
Puoi onestamente sostenere l’intima motivazione di un atto del tuo migliore amico, che conosci e frequenti personalmente? Come possiamo noi parlare di motivazioni di una donna che viveva 1400 anni fa, con tutti questi resoconti storici spesso in conflitto tra loro?
Invece di mettere in dubbio le sue motivazioni, non è più vicino alla taqwa (timore di Allah), rispettarla in quanto amata moglie del Profeta (S) e nostra madre (se ci consideriamo muhminin)? Non è forse più prudente se seguiamo il versetti della Sura Nur, che ci mette in guardia dal pensare male di Aisha ed evitare la diffamazione delle credenti?
“Quando con le vostre lingue riportaste e con le vostre bocche diceste cose di cui non avevate conoscenza alcuna. Pensavate che non fosse importante, mentre era enorme davanti ad Allah.” (24-15)
Questa questione e le eventuali risposte non hanno nulla a che fare con la prova che la Shia dei 12 imam sia la giusta versione dell’Islam.
Fonte: http://answersforshiafriend.wordpress.com/
Articolo pubblicabile riportando la fonte :http://studiamolashia.blogspot.com/
Risposta: una confusione totale. In primo luogo ciò a cui l’autore sta provando a riferirsi sono i principi del Fiq e non del governo di una società. Ce ne sono altri come l’Ijma ed anche l’includere l’Ijtihad nella lista, dimostra che l’autore non conosca nulla riguardo le fonti del Fiq sia della Sunna che della Shia. Se leggi la storia dell’Islam vedrai che il Santo Profeta (S) ha istituito una società molto democratica, in cui molte decisioni (ovviamente ad eccezione di quanto rivelato da Allah) sono state prese tramite la consultazione tra persone competenti. Quanto accaduto a Saqifa è stato in realtà un approccio istituito dal Profeta (S). In questo modo si potrebbe dire che è stato basato sulla Sunna e l’Ijtihad. D’altra parte, non ci sono assolutamente prove evidenti della dottrina dei 12 imam, nel Corano e nella Sunna. Quindi la stessa domanda è valida per gli Ithna Ashari.
Questa questione e le eventuali risposte non hanno nulla a che fare con la prova che la Shia dei 12 imam sia la giusta versione dell’Islam.
13) Domanda: se rifiutare un Califfo Ben Guidato equivale all’apostasia, che cosa diciamo di quegli individui che si ribellarono e combatterono contro il quarto dei Califfi Ben Guidati?
Risposta: non credo che il rifiuto di un Califfo corrisponda all’apostasia, tuttavia, come dice Ali nel Nahjul Balagha alla lettera 6, chi ha rifiutato è andato fuori dalla strada dei musulmani. Non tutte le persone che combatterono contro Ali effettivamente lo fecero perché respinsero il suo califfato. Molti hanno iniziato una lotta perché volevano arrestare gli assassini di Uthman (ancora una volta il riferimento è ad una lettera del Nahjul Balagha, la 58, o prima o dopo a seconda della versione).
Questa questione e le eventuali risposte non hanno nulla a che fare con la prova che la Shia dei 12 imam sia la giusta versione dell’Islam.
14) Domanda: è un principio fondamentale di razionalità che, se due parti sono in controversia entrambi possono essere in errore, ma entrambi non possono essere nel giusto. Applicando questo alle battaglie di Jemel e Siffin, possono sia gli assassini che gli assassinati essere in Paradiso, ed essere nel giusto?
Risposta: no, non c’è un’altra possibilità, entrambi hanno una parte di giusto ed una di sbagliato. Per quanto riguarda Siffin e Jemel, come ho detto, tutto va ricondotto alle reali intenzioni dei singoli individui. E’ possibile che qualcuno, con un intenzione divina nell’esercito di Muhawiya possa venire considerato un martire e qualcuno con un intenzione negativa nell’esercito di Ali abbia sprecato la sua vita. Con questo però non si intende giustificare l’atto di Muhawiya di combattere contro Ali.
Questa questione e le eventuali risposte non hanno nulla a che fare con la prova che la Shia dei 12 imam sia la giusta versione dell’Islam.
15) Domanda: il Profeta (S) ha detto: “Giuro per colui che controlla la mia vita che questo uomo (Ali) e la sua Shia, saranno sicuramente liberati nel Giorno della Resurrezione”.
Esiste alcun hadith in cui il Profeta (S) abbia garantito il Paradiso per gli imam Abu Hanifa, Malik, Shafi, Hanbal ed i loro seguaci?
Risposta: no e non ci sono neppure hadith che indicano che i seguaci dell’imam Sadiq avranno garantito il Paradiso. Ed Allora?! Gli zayditi sono anche essi seguaci dell’imam Ali, come gli ismailiti, e considerano voi dei fuorviati, come del resto voi considerate loro.
Secondo gli Ithna Ashari andranno tutti in Paradiso, perché sono seguaci dell’ima Ali?
Seguire Ali significa sono essere un Ithna Ashari?
Sei sicuro al 100% che Malik Ashtar (famoso compagno di Ali) abbia seguito la stessa dottrina dell’imamato come gli Ithna Ashari?
Possiamo dire che i sunniti non siano seguaci dell’imam Ali solo perché seguono e rispettano altri sahabah?
A proposito, tutti gli imam di cui hai parlato, sono imam nel Fiq (giurisprudenza) non nall’Aqida (credo). Quindi il tuo paragone è fuori luogo. Inoltre, l’hadith (se accettato come autentico) non implica che questi saranno gli unici ad andare in Paradiso.
Pensi che non ci siano altri hadith in cui il Santo Profeta (S) promette il Paradiso ad altri che ad Ali? Hai mai letto i versetti del Corano che lodano i Muhajirin e gli Ansar, ed incoraggiano coloro che seguono il loro esempio? (ad esempio At-Tawba-100)
Può uno Shia Ithna Ashari considerarsi come una delle persone di cui parla questo versetto, cioè un seguace del percorso dei sahabah?
In un altro versetto (Al-Hashr-10) Allah dice che coloro che non appartengono ai Muhajirin ed agli Ansar, devono pregarLo di non far venire alcun pensiero malato nei loro cuori riguardo questi sahabah.
Voi avete mai pregato e chiesto questo ad Allah, o invece praticate la maledizione sui sahabah e diffondete calunnie su di loro?
Leggi i versetti della Sura al-Muhminin per vedere, in generale, chi sono le persone che vanno in Paradiso. Vedi menzionati alcuni seguaci di imam?
Questa questione e le eventuali risposte non hanno nulla a che fare con la prova che la Shia dei 12 imam sia la giusta versione dell’Islam.
16) Domanda: Aisha durante la sua vita è stata una critica severa di Uthman, fino al punto di sostenere la sua uccisione. Come è possibile che dopo la sua uccisione lei abbia scelto di ribellarsi contro l’imam Ali, sulla premessa che gli assassini di Uthman andavano arrestati? Perché lei ah abbandonato Mecca, dipingendo Uthman come una vittima, mobilitando l’opposizione di Bassora? Ha preso questa decisione basandosi sul desiderio di difendere Uthman o era motivata dal suo odio per l’imam Ali?
Risposta: la narrazione secondo la quale Aisha era una critica severa di Uthman, fino al punto di dichiarare: “Ammazzate questo Nathal (vecchio stupido) perchè è divenuto un miscredente”, è riportata in alcune opere sunnite da una persona chiamata Nasr Ibn Muhazim...
Questa persona era un estremista sciita e gli studiosi di rijall (storia dei trasmettitori) l’hanno considerato un bugiardo inventore. Quindi questo racconto è semplicemente falso.
Puoi onestamente sostenere l’intima motivazione di un atto del tuo migliore amico, che conosci e frequenti personalmente? Come possiamo noi parlare di motivazioni di una donna che viveva 1400 anni fa, con tutti questi resoconti storici spesso in conflitto tra loro?
Invece di mettere in dubbio le sue motivazioni, non è più vicino alla taqwa (timore di Allah), rispettarla in quanto amata moglie del Profeta (S) e nostra madre (se ci consideriamo muhminin)? Non è forse più prudente se seguiamo il versetti della Sura Nur, che ci mette in guardia dal pensare male di Aisha ed evitare la diffamazione delle credenti?
“Quando con le vostre lingue riportaste e con le vostre bocche diceste cose di cui non avevate conoscenza alcuna. Pensavate che non fosse importante, mentre era enorme davanti ad Allah.” (24-15)
Questa questione e le eventuali risposte non hanno nulla a che fare con la prova che la Shia dei 12 imam sia la giusta versione dell’Islam.
Fonte: http://answersforshiafriend.wordpress.com/
Articolo pubblicabile riportando la fonte :http://studiamolashia.blogspot.com/
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