"...E' questo l'iter che segue la gente dell'innovazione e delle tendenze eretiche; i demoni ispirano loro un principio valido, di cui essi non dubitano, poi balenano a loro delle idee confuse, per mancanza di comprensione, al punto che essi deviano. Ora, tutto questo, per quanto riguarda il principio, va attribuito al demonio, ma se sapessero che in queste questioni il demonio è loro allievo ed impara da loro!
Ciò è quanto mai evidente nella Shi'ah, soprattutto negli Imamiti: inizialmente i demoni dei jinn insinuarono loro l'amore per la Gente della Casa e la dedizione per essa, ed essi quindi videro in ciò uno tra i modi più elevati per avvicinarsi ad Allah. Così sarebbe se essi si fossero fermati a ciò e non vi avessero aggiunto altro..."


Muhyiddin Ibn 'Arabi

"La conoscenza dei pensieri satanici che affiorano alla coscienza" Cap.55 delle "Futuhatu-l-Makkiyyah"
Yusuf al-Naahani "Compagni del Profeta" a cura di Marcello Perego ed. Mimesis



domenica 13 maggio 2012

IL MU’TAH, RACCOLTA DI FATWA DELLA SHIA

Parte prima

Il Grande Ayatollah Ali al-Sistani


Domanda n.14

E’ ammissibile in un matrimonio mu’tah, fare sesso al telefono, dopo che entrambi gli sposi hanno concordato tramite la formula del mu’tah, per telefono?
Risposta:
Se il piacere viene sentendo la voce della moglie, non c’è problema, anche se porta eiaculazione. Ma non è permessa una pratica sessuale con l’apparecchio telefonico, se porta all’eiaculazione.

Domanda n.17
Si può fare mu’tah con donne conosciute per commettere adulterio? Anche con donne che lavorano negli alberghi facendo zinà, sapendo che escono da una stanza ed entrano nell’altra a questo scopo?
Risposta:
Per “sicurezza obbligatoria” (al ahuat wujuban), non bisogna fare mu’tah con loro solo dopo che si pentono. Si può tornare, riguardo questo argomento, a chi permette di fare mu’tah con loro (vedi Rouhani n.d.t.), considerando il religioso più sapiente del Sayyed (Sistani), che Dio lo protegga.

Domanda n.39
Cosa vuol dire, che per “sicurezza obbligatoria” non è permesso fare mu’tah con una donna conosciuta per commettere adulterio?
Risposta:
Vuol dire che non è permesso fare mu’tah in questo caso. Solo se un mujtahid più sapiente degli altri pubblica una fatwa in cui lo ritiene ammissibile e colei che è conosciuta per fare adulterio si rende disponibile nel farlo.

Domanda n.40
Posso fare mu’tah con una donna della quale non so se sia conosciuta per commettere adulterio?
Risposta:
E’ ammissibile fare mu’tah con lei.

Domanda n.42
Se l’uomo non ha prestato attenzione al tempo determinato del mu’tah, e si è accorto che è terminato un ora prima, si considera il suo atto come zinà?
Risposta:
Se egli è inconsapevole od ignaro, non si considera zinà.

Domanda n.43
Se qualcuno va in un paese, conosce una donna che dice di non avere marito e di non essere nella ‘idda, e fa mu’tah con lei, per un breve periodo. Poi quando decide di ritornare al suo paese, e di tagliare i rapporti con lei nel futuro, deve informarsi od indagare se è rimasta incinta?
Risposta:
Non è obbligatorio nei due casi (informarsi od indagare n.d.t.), ed Allah conosce meglio.

Domanda n.48
Nel caso uno decida di terminare anticipatamente il mu’tah con una donna, è necessario informarla in sua presenza, o basta recitare la formula da solo senza la sua presenza, e poi informarla?
Risposta:
E’ sufficiente che egli termini l’accordo dentro di sé, senza dirlo a lei.

Domanda n.52
Si può fare mu’tah con una donna sulla quale si ha il dubbio che sia ancora nella ‘idda, da un matrimonio precedente? E’ obbligatorio chiedere?
Risposta:
Non è obbligatorio chiedere.

Domanda n.94
E’ ammissibile fare mu’tah con più di una donna, contemporaneamente?
Risposta:
E’ ammissibile.

Domanda n.105
Posso fare mu’tah con una donna tramite posta?
Risposta:
Se vi accordate sulla dote ed il tempo determinato, lei può delegarti a pronunciare la formula dell’atto, così farai la sua parte dicendo: ho fatto sposare colei che mi ha delegato, per la tal dote e tempo determinato, e poi dici accetto.

Domanda n.124
Cosa dico a chi mi mette in imbarazzo, quando parlo della legittimità del mut’ah, chiedendomi: tu accetteresti il mut’ah per tua sorella o figlia?
Risposta:
Digli che non accetti. Non tutti accettano ciò che è consentito e io non accetterei che lei si sposi in un matrimonio permanente con un uomo come te, anche se sei musulmano ed è consentito.

Domanda n.160
Si può fare mu’tah con una incinta dal haram?
Risposta:
Niente lo vieta di per se.

Domanda n.164
Ci sono zone in cui la situazione economica è negativa, e in queste zone le donne fanno mu’tah al fine di guadagnare soldi e non per soddisfare un piacere...si può fare mu’tah con loro?
Risposta:
E’ permesso.

Domanda n.194
Si può contrarre mu’tah senza testimoni, cioè solo tra marito e moglie?
Risposta:
E’ permesso.

Domanda n.201
Può una donna o ragazza prendere il mu’tah come mestiere, col quale vivere e guadagnare, entro i limiti della sharia?
Risposta:
E’ consentito.

Domanda n.222
Quanto deve attendere di ‘idda, una donna per fare mu’tah, nel caso sia in menopausa?
E nel caso di una condizione medica in cui le sia stato tolto l’utero?
Risposta:
Se ha raggiunto la menopausa non c’è ‘idda, e menopausa vuol dire che non vede più sangue, non pensa più di vederlo data la sua età avanzata ed abbia superato i 50 anni lunari. Invece se non ha ancora raggiunto l’età della menopausa ma non ha mestruazioni, la sua ‘idda è di 45 giorni.

Domanda n.228
Nel mu’tah è obbligatorio chiedere alla donna se è in ‘idda, se è sposata, se è divorziata ecc o no?
Risposta:
Non è obbligatorio.

Domanda n.286
Vi ho scritto in merito alla seguente questione: ho una cameriera e voglio fare mu’tah con lei. E’ permesso, considerato che è vergine? E voi mi avete risposto: è permesso, con il consenso di suo padre o nonno paterno. La mia domanda è: basta che lei gli parli e prenda il permesso, o devo farlo io, considerando che la sua famiglia abita in Indonesia e noi in Arabia Saudita, ed io non conosco la loro lingua? ...E posso fare mu’tah con lei senza l’autorizzazione della sua famiglia, essendo la donna lontana, e che quindi potrebbe non essere in grado di prendere il permesso?
Risposta:
Basta che lei chieda l’autorizzazione, e puoi fare mu’tah con lei, se lei si sente tranquilla. Se lei trova difficoltà nel parlare con il suo wali ed ha un bisogno urgente di sposarsi, può farlo senza il suo permesso.

 
Traduzione di Studiamolashia
Vi saremo grati per ogni segnalazione di eventuali errori e mancanze
 
Articolo pubblicabile riportando la fonte: http://studiamolashia.blogspot.com/
 

domenica 29 aprile 2012

LA TRISTE REALTA’ DELL’AHL AS-SUNNA IN IRAN

- NON ESISTE AL MONDO UNA CAPITALE SENZA UNA MOSCHEA SUNNITA, TRANNE TEHERAN, LA CAPITALE DEGLI SCIITI, CHE VANTA PIU’ DI QUARANTA CHIESE, TEMPLI ED UN CIMITERO BAHA’I, UN TEMPIO SIKH ...
- NON C’E’ UN DIRIGENTE SUNNITA IN QUALSIASI AUTORITA’ GOVERNATIVA, MINISTERO, AMBASCIATA, AMMINISTRAZIONI LOCALI E PROVINCIALI, OSPEDALI ED AMBULATORI, NEMMENO AI POSTI PIU’ BASSI DELL’AMMINISTRAZIONE IRANIANA
- OGGI TROVIAMO UN PAESE CON UN TERZO DELLA POPOLAZIONE PRIVATO DEI PIU’ ELEMENTARI DIRITTI. ESISTE QUALCHE ALTRO PAESE AL MONDO CHE IMPEDISCE AL POPOLO DI SCEGLIERE NOMI COME OMAR, AISHA, HAFSA, ABU BAKR, ZUBAYR ...?
- LA DOPPIA FACCIA DEL REGIME E’ STATA IN GRADO, INNALZANDO LA BANDIERA ISLAMICA, DI INGANNARE MOLTI MUSULMANI FUORI DALL’IRAN
- SEBBENE MINORANZE MUSULMANE IN TUTTO IL MONDO SI TROVINO AD AFFRONTARE OPPRESSIONE E CALAMITA’ SU LARGA SCALA, LA SITUAZIONE IN IRAN E’ ULTERIORMENTE AGGRAVATA DALL TAQIYYA (INGANNO) DEL GOVERNO, CHE IPOCRATICAMENTE DICHIARA DI LAVORARE PER L’UNITA’ DEI MUSULMANI

Brani tratti da un intervista a Sheikh Abdul Rahman Al-Baluchy, pubblicata nel 1998 sul numero 24 della rivista “Nida’ul Islam”.

Sono passati 14 anni ma la situazione dei sunniti in Iran non sembra sostanzialmente cambiata.


Saresti così gentile da accennarci alla storia dell’Ahl As-Sunna in Iran, ed indicarci le aree dove oggi sono maggiormente concentrati?
E’ un dato di fatto che l’Iran era un paese sunnita fino al decimo secolo del calendario Hijri. Durante questo periodo, l’Iran produsse migliaia di studiosi in ogni disciplina, e la più eclatante dimostrazione di ciò è che i sei più autentici libri di Hadith sunniti sono stati compilati da autori provenienti dall’Iran o studiosi che hanno ricevuto la loro educazione in Iran.

Tuttavia, quando i Safavidi sciiti presero il controllo, imposero il loro governo sulle teste dei giuristi e studiosi sunniti.
Questa fu la ragione dello spopolamento delle più grandi città del tempo, che erano anche importanti centri di insegnamento delle scienze religiose, come Tabriz, Isfahan, Ray e Tus.
Molti musulmani sunniti vennero uccisi, costretti ad accettare lo sciismo o fuggire sui monti, lasciando divenire l’Iran un centro di cospirazione verso l’Islam ed i musulmani.
Ferdinand, l’ambasciatore del re austriaco, osservò che: “Se non fosse stato per i Safavidi in Iran, oggi giorno avremmo avuto la lettura del Corano come tra gli algerini”, nel senso che la sua Austria sarebbe stata conquistata dai musulmani Ottomani. Ma i Safavidi cospirarono con i crociati e gli imperialisti per fermare l’espansione islamica in Francia e verso Vienna.
I musulmani sunniti dell’Iran sono tra i 15 ed i 20 milioni, e vivono prevalentemente nelle regioni montagnose di confine. Sono principalmente curdi, turchi ed arabi, ed un buon numero vive nelle città.

ALCUNI NOMI DI EMINENTI STUDIOSI SUNNITI MARTIRIZZATI DAL GOVERNO SCIITA DELL’IRAN
- Bahman Shakoury, era tra gli studiosi di spicco nella sua zona, Tonalis, ed era attivo nella da’wah tra gli intellettuali. E’ stato arrestato, condannato per wahabismo ed ucciso nel 1986.

- Sheik Mawlawi abdul Aziz, era uno dei maggiori leader dell’Ahl As-Sunna, che svolsero un ruolo prioritario nell’opposizione alla costituzione, in materia di diritti dei sunniti. E’ stato direttore della scuola religiosa di Zahdan e capo delle tribù Baluchi armate. Avvelenato nel 1987.
- Sheikh Abdul Wahhab Khafi, ha svolto un ruolo notevole nell’esporre la calamità dell’Ahl As-Sunna fuori dall’Iran, soprattutto in Pakistan.
E’ stato ucciso nel 1990, sotto tortura, dopo essere stato accusato di wahabismo.
- Sheik Nasser Sabhani, è stato uno dei leader dell’Ahl As-Sunna in Kurdistan, ed ha diretto molti corsi di formazione. E’ stato arrestato dopo aver confutato le false accuse di kufr dirette ad Omar da Khomeini, nel suo famoso libro “Al-Hukumah Al-Islamiah”. Ucciso nel 1992 in carcere, ed ai suoi parenti venne negata la possibilità di assistere al suo funerale.
- Dottor Ali Muzhaffaryan, era un eminente intellettuale sciita, chirurgo cardiaco alla testa del comitato medico di Shiraz. Abbracciò la scuola di Ahl As-Sunna Wa Jama’a e trasformò la sua casa in una moschea, perché il governo di Shiraz non consente la creazione di luoghi di preghiera sunniti. Arrestato e condannato per wahabismo e tradimento americano, venne torturato pesantemente dopo che molti giovani sciiti lo seguirono nella Sunna. Venne rilasciato per poi essere assassinato nel 1992.

ALCUNI ESEMPI DI MOSCHEE E SCUOLE DI AHL AS-SUNNA, CONFISCATE O DISTRUTTE
- Moschea sunnita di Ahwaz. La prima moschea a venire confiscata, prima della guerra con l’Iraq. Trasformata in un centro di sicurezza della polizia.

- A sud di Teheran, la seconda moschea venne confiscata nel 1882.
- Moschea “Tareeth Ham”, nella regione del Khurasan, confiscata e trasformata in un centro della guardie rivoluzionarie.
- Scuola e moschea di Lakour. Situate vicino alla città di Jabahar, nel Baluchistan. Il governo ha demolito la moschea e la scuola nel 1987, dopo l’accusa di essere un centro di wahabiti.
- Moschea sunnita in Shiraz. Confiscata dopo la morte del Dott. Muzhaffaryan che la fondò, venne trasformata in un centro di proiezione di video delle guardie rivoluzionarie.
- Moschea “Sheikh Faydh”. Era un’antica moschea sunnita di Mashad, uno dei principali centri sciiti. Il governo non potendo tollerarne l’esistenza l’ha demolita nel 1993, sotto la supervisione delle guardie rivoluzionarie, che hanno inoltre demolito i centri adiacenti, utilizzati come ostelli e luoghi di insegnamento del Corano. L’ordine di demolizione arrivò direttamente da Khamenei, l’attuale “leader spirituale” dell’Iran. La cosa stupefacente è che la demolizione, di questa antica moschea, avvenne subito dopo che il governo aveva sponsorizzato dimostrazioni contro la demolizione della moschea “Babary” in India, ad opera degli Hindù.
- Riparazione stradale. Anche eseguendo di volta in volta lavori stradali, come nella città di Zahdan, hanno demolito case, scuole e moschee di Ahl As-Sunna, in nome della loro presunta rivoluzione.
- Scuola Ahl As-ASunna di Talish. Il governo confiscò questa scuola, nel nord-ovest dell’Iran. Sheikh Quraishy, il preside, venne arrestato e sue presunte confessioni vennero estorte sotto tortura.
- Moschea “Aaban” a Mashad. Confiscarono il luogo, demolirono le mura ed espulsero l’amministratore.

Tratto da:

http://sonsofsunnah.com/2011/04/15/the-dismal-reality-of-ahl-al-sunnah-in-iran/


Articolo pubblicabile riportando la fonte: http://studiamolashia.blogspot.com/

domenica 15 aprile 2012

IL FAQIH SCIITA PUO’ SOSPENDERE O VIETARE IL MUT’AH, IL CALIFFO OMAR ED I COMPAGNI DEL PROFETA NON POSSONO.

Una fatwa dalla maggiore autorità sciita Imamita contemporanea, il “Grande Ayatollah Sistani” autorizza il faqih ad annullare o sospendere il mut’ah.

La fatwa originale la trovate qui: http://www.alseraj.net/ar/fikh/2/?TzjT8odmvl1075094365&181&210&7

Gli sciiti, continuando la loro propaganda e promozione di questa “unione a tempo” che definiscono matrimonio, accusano il Califfo Omar Ibn Al-Khattab (r) di avere vietato arbitrariamente il matrimonio temporaneo mut’ah, oltre che accusarlo di ogni sorta di nefandezza ed innovazione della Religione di Allah.

Ovviamente tutto questo è una menzogna, Omar disse chiaramente che vietava questo tipo di atto perché lo aveva vietato il Profeta Muhammad (S), come riportato nelle principali ed affidabili fonti islamiche.
Ad esempio:
“Ibn Omar riporta che Omar Ibn Al-Khattab, in un sermone disse. Il Profeta Muhammad (S), ci permise il mut’ah per tre giorni, poi lo vietò. Giuro su Allah, che se vengo a conoscenza che qualcuno casto (muhsan) fa mut’ah, lo lapiderò a sassate. Tranne se porta quattro testimoni che testimoniano che il Messaggero di Allah l’ha permesso dopo averlo vietato”.

(Sunan Ibn Majah, Kitab Al-Nikah, Bab an-nahy ‘an nikah al-mut’ah)

Vediamo molto chiaramente che Omar afferma di ribadire il divieto del Profeta (S).

Tutto l’atteggiamento sciita verso la figura di Omar è unicamente un tentativo di denigrarlo.
Ed invece, oggi cosa scopriamo? Una fatwa della massima autorità sciita contemporanea in cui si afferma che il mut’ah può essere sospeso o addirittura vietato (tahrim) dal giurista (faqih)!
Quindi, a detta loro, quello che fece il Califfo, con l’approvazione dei tutti i Compagni contemporanei del Profeta (S), è un’eresia ed offesa all’Islam, mentre invece è consentito al semplice faqih sciita!

Traduzione della fatwa di Sistani:
Domanda: Il faqih (giurista), ha diritto di sospendere o vietare il mut’ah, se necessario?

Risposta: E’ consentito.

Se consideriamo che il mut’ah, che relega la donna alla condizione di oggetto, non è mai stato vietato da un faqih sciita, anche in tempi difficili (1), e che invece questa pratica è stata incoraggiata anche con le prostitute, ci chiediamo cosa significhi per l’Ayatollah Sistani il “se necessario”.

Si capisce che è tutta una farsa nella quale se la persona di Omar (ed in generale tutti i Compagni) è coinvolta, qualunque siano gli atti o comportamenti, verranno colpevolizzati.
Invece quando uno dei loro compie gli stessi atti, viene adottato un doppio standard di giudizio.



Nota (1) Il caso dell’Iraq contemporaneo sarebbe un perfetto esempio di tempi difficili, in quanto il matrimonio temporaneo è molto aumentato dopo l’invasione di americani ed iraniani. Molte vedove per sopravvivere sono indotte a prostituirsi attraverso il mut’ah.
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domenica 25 marzo 2012

MUT’AH, MATRIMONIO TEMPORANEO DELLA SHIA

L'abrogazione del mut`ah (termine arabo al femminile) avvenne fin dai tempi del Profeta (Pace e Benedizioni su di lui), quando egli stesso lo dichiarò proibito il giorno della battaglia di Khaybar, leggiamo alcuni esempi dai Sahih:


"Ali ibn Abi Talib (Iddio sia soddisfatto di lui) riporta che il Santo Profeta (Pace e Benedizioni su di lui) in occasione della battaglia di Khaybar proibì il mut`ah con le donne ed il nutrirsi di asini domestici" (Sahih Muslim)
“Ar-Rabi’ Ibn Tabrah narra che Muhammad (S) disse: “O, uomini, vi ho permesso il mut’ah prima, ma ora Allah l’ha proibito fino al Giorno del Giudizio, e chiunque oggi abbia fatto il mut’ah lo deve abbandonare, e non deve riprendersi nulla di quanto può aver dato a lei” (Sahih Muslim)
“Ali Ibn Abu Talib narra che Muhammad (S) proibì il mut’ah con le donne, il giorno di Khaybar” (Sahih Bukhari, Sahih Muslim)


Ma la notizia dell'abrogazione non raggiunse subito tutti i Compagni (Iddio sai soddisfatto di tutti loro), e quando qualche anno dopo Amir al-Mu'minin, Hadrat `Umar ibn-ul-Khattab (Iddio sia soddisfatto di lui) venne a sapere che non tutti erano a conoscenza dell'avvenuta abrogazione di questa pratica, riaffermò tale proibizione informandone chi non ne era al corrente, e vi pose definitivamente fine.
 
 
 
Pur se gli sciiti cercano di promuoverlo come atto di devozione e nobilitarlo, addirittura presentandolo come possibile soluzione a molti problemi della Ummah, l’immagine che un semplice credente ricava dal mut’ah, termine traducibile con godimento, è di una pura relazione sessuale tra uomo e donna, senza che a quest’ultima vengano riconosciuti garanzie e diritti simili al matrimonio islamico, ad esempio il diritto all’eredità, all’alloggio ed al mantenimento.

Questo tipo di unione utilizza la donna solo come mezzo di divertimento e sfogo maschile; unione che non ha condizioni, se non la recitazione di una formula tra coloro che stringono questo patto, specificando, dopo l’accettazione della donna, la durata ed il valore della dote che l’uomo deve versare.
Il mut’ah viene attuato senza testimoni: un uomo chiede ad una donna di sposarlo dicendo la formula “Voglio fare mut’ah con te”, e lei risponde “Ti concedo il mut’ah con me”, dopo di che si accordano sulla durata dell’unione, che può essere anche di un giorno, un ora o meno.
Un uomo può fare innumerevoli mut’ah, senza particolari limitazioni, anche contemporaneamente.
In realtà questo non è altro che un tentativo di legittimazione sciita dell’adulterio e della fornicazione, un invito alla perversione e diffusione dell’oscenità.
L’ayatollah Khomeini nel suo libro “Tahrir Al-Wasila”, dichiara che è permesso fare il mut’ah con una prostituta di mestiere: “Si può fare mut’ah con una adultera (zania), ma è sconsigliato (makruh), particolarmente se la donna è una prostituta(‘ahira) famosa per commettere adulterio” (Tahrir Al-Wasilah, v.2, p.288)

Questa prostituta vuole da quest’uomo solo i soldi, ed è difficile pensare che si ponga dei problemi sulla legittimità religiosa o meno del rapporto, la differenza tra fornicazione (zinà) ed adulterio, ed il mut’ah risiede solo nella formula che recitano gli uomini che la incontrano.

Perché, per la Shia, chi prima del rapporto recita la formula del mut’ah riceve da Allah ricompensa e gioia, mentre chi non l’ha recitata riceve punizione e tristezza!!
Leggiamo questa storia che racconta uno degli sciiti in Al-Kafi (la loro più autorevole raccolta di hadith):
“Una mattina di un Jumu’a, mentre stavo seduto davanti alla porta, è passata una giovane schiava che mi è piaciuta. Allora ho ordinato al mio servo di chiamarla, l’ho fatta entrare in casa ed ho fatto mut’ah con lei; ma mia moglie si è accorta di noi, così è entrata in casa. La giovane schiava si è precipitata verso la porta, invece io sono rimasto. Mia moglie ha stracciato su di me dei vestiti nuovi che indossavo solo nelle feste.” (Sharh Usul Al-Kafi, Mawla Muhammed Salih Al-Mazindarani, v.12, p.408)

Così, senza testimoni, senza scrittura, senza rendere pubblico l’atto.

L’ijtihad, al passo coi tempi, dei “grandi ulema sciiti”, ha addirittura permesso la celebrazione ed il “consumo” del mut’ah tramite il telefono, ma attenzione, senza utilizzarlo come oggetto stimolante. (Vedi: www.alseraj.net , tredicesima e quattordicesima domanda al grande ayatollah Al-Sistani sul matrimonio temporaneo).
Allora qual’é la differenza tra questo atto e ciò che vediamo nelle nostre società, sotto forma di adulterio e lecite perversioni? Se non solo la formula “Ti concedo di fare mut’ah con me” ?

Leggiamo un altro racconto, di un devoto sciita che chiede al suo “infallibile” imam su di una faccenda che lo turba: “Dissi ad Abu Abd Allah: “C’é una giovane serva vergine che sta con i suoi genitori, che mi invita ad avere un rapporto sessuale con lei, senza che i suoi lo sappiano, lo faccio o no?” Lui rispose: “Si, ma senza penetrazione”, allora io dissi: “ma se lei è d’accordo?”, lui rispose: “Anche se lei è d’accordo, perché è un atto vergognoso per le vergini”.(Tahdib Al-Ahkam, v.7, p.2)

Avete visto fino a che punto si è diffusa l’oscenità, anche con le ragazzine all’oscuro dei genitori e con “l’infallibile imam” che acconsente.

Sheik Al-Mufid, ha permesso di fare mut’ah con una vergine senza il permesso dei suoi genitori, ed a tal proposito ha riportato questi hadith:

“Abu Abd Allah disse: “Non c’é problema se la vergine si sposa (mut’ah) senza il permesso di suo padre”.
Jamil Ben Darraj chiese all’imam Jaf’ar As-Sadiq sul fare mut’ah con una vergine e lui rispose: “Non c’é problema a fare mut’ah con una vergine senza penetrazione, in modo che la sua famiglia non abbia vergogna”. (Khulasat Al-Ijaz, Shaikh Al-Mufid p.47)
E se parliamo della dote basta un siwak (bastoncino per la pulizia dei denti), come cita la narrazione in “Mustadrak Al-Wasail, v.14, p.463”.

“Muhammad Bin Muslim chiese all’imam Al-Mahdi Al-Muntadar, sul mut’ah con una giovane serva. Lui rispose: “Si, tranne se lei è una giovane che si inganna”, io dissi: “Che Dio ti protegga, qual’é l’età che raggiunge una giovane per non essere ingannata?”, lui rispose: “Dieci anni”. (Man La Yahduruhu Al-Fakih, Al-Shaik Al-Saduk v.3, p.461)

Al-Shaik Al-Saduk commentando questo hadith nella nota n.2 nello stesso libro dice: “Questa è la prova che è permesso fare mut’ah con una vergine dopo i dieci anni senza il consenso dei genitori, ed è sconsigliato “makruh” prima di questa età”.
Non bastava rendere permessa questa oscenità, ma a chi la pratica hanno anche preparato una bella ricompensa ed il perdono in questa vita e nell’aldilà, in modo da diffonderla tra i credenti sciiti

Invitandoli ad accettare questo tipo di matrimonio, con testi come questo, riportati nel libro Risalat Al-Mut’a di Sheik Al-Mufid, p 8-9:
“All’imam Al-Baqir è stato chiesto: “Il matrimonio mut’ah ha una ricompensa?”, lui rispose: “ Se lui tramite questo atto ricerca Allah... allora, per ogni parola che rivolgerà a lei Allah gli concede un hasana (benedizione), se lui le si avvicina Allah gli perdona un peccato e se dopo fa il ghusl, Allah gli perdona peccati per ogni pelo che viene toccato dall’acqua”. L’uomo disse: “Per ogni pelo?”, l’imam rispose: “Si, per ogni pelo”.
As-Sadiq disse: “Allah l’Onnipotente ha vietato alla nostra Shia ogni sostanza inebriante, e l’ha sostituita con il mut’ah”.
Al-Baqir disse: “Il Profeta Muhammad disse: “Quando fui in cielo durante l’Isra’a, Jibril mi seguì e mi disse: “O Muhammad, Allah dice: “Invero Io ho perdonato i peccati dei mutamatti’in di donne”.

Ma prestiamo attenzione: come è possibile che il Profeta (S) dica questa frase commettendo un errore così banale? Chi meglio del Profeta Muhammad era padrone della lingua araba?
Nel linguaggio arabo, riferendosi al delle donne, avrebbe dovuto usare il femminile di “mutamatti’at” invece che il maschile di “mutamatti’in” , questo a riprova del fatto che chi ha inventato questa storia ignorava l’uso della lingua araba.
Abu Abd Allah disse: “Ad ogni uomo che fa mut’ah e dopo compie il ghusl, per ogni goccia di acqua che cade sul suo corpo, Allah crea 70 angeli che chiedono perdono per lui, fino al Giorno del Giudizio, e maledicono, fino al Giorno del Giudizio, colui che cerca di non farlo (il mut’ah)”.

Sheik Al-Mufid, dopo aver citato queste narrazioni commenta: “Questi testi sono pochi tra i tanti che parlano in questo senso”.

In un matrimonio, l’obbiettivo fondamentale è la creazione di una famiglia, legata da amore ed affetto per sempre. Il mut’ah non ricerca stabilità affettiva o progetto di vita, ma solo il godimento, ed un uomo può divertirsi senza assumersi nessuna responsabilità, non avendo la donna nessun diritto al mantenimento, eredità, abitazione, anche nel caso rimanesse gravida.

Il mut’ah è zinà, con il tentativo di legittimazione religiosa, tramite l’invenzione di narrazioni sul Profeta Muhammad (S) e grandi musulmani che la Shia mistifica e venera come “imam infallibili”.
Il mut’ah è prostituzione, un retaggio della jahiliya, (epoca pre-islamica) e crederlo ammissibile nega tutti gli insegnamenti islamici riguardanti la rettitudine e la castità.

Articolo a cura di studiamolashia.blogspot.com
Fonti principali consultate:
http://www.fnoor.com/books.htm
http://www.alseraj.net/

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