"...E' questo l'iter che segue la gente dell'innovazione e delle tendenze eretiche; i demoni ispirano loro un principio valido, di cui essi non dubitano, poi balenano a loro delle idee confuse, per mancanza di comprensione, al punto che essi deviano. Ora, tutto questo, per quanto riguarda il principio, va attribuito al demonio, ma se sapessero che in queste questioni il demonio è loro allievo ed impara da loro!
Ciò è quanto mai evidente nella Shi'ah, soprattutto negli Imamiti: inizialmente i demoni dei jinn insinuarono loro l'amore per la Gente della Casa e la dedizione per essa, ed essi quindi videro in ciò uno tra i modi più elevati per avvicinarsi ad Allah. Così sarebbe se essi si fossero fermati a ciò e non vi avessero aggiunto altro..."


Muhyiddin Ibn 'Arabi

"La conoscenza dei pensieri satanici che affiorano alla coscienza" Cap.55 delle "Futuhatu-l-Makkiyyah"
Yusuf al-Naahani "Compagni del Profeta" a cura di Marcello Perego ed. Mimesis



domenica 10 febbraio 2013

KULAYNI, SADUQ E TUSI PRESSO LA TOMBA DI AL-HUSSEIN


Una notte vidi tre uomini che erano radunati vicino alla tomba del nostro maestro Al-Hussein.

Così decisi di andare da loro a chiedere chi fossero e quale fosse lo scopo del loro incontro.
Il primo mi disse: “Thiqat Al-Islam Abu Ja’far Muhammad Bin Ya’qub Bin Ishaq Al-Kulayni Al-Razi, scrittore di Al-Kafi.”
Il secondo disse: “Al-Saduq Abu Ja’far Muhammad Bin Ali Bin Al-Hussein Bin Musa Bin Babaweith Al-Qummi, scrittore di Al-Faqih.”
Il terzo disse: “Sheikh Al-Ta’erah Abu Ja’far Muhammad Bin Al-Hasan Bin Ali Al-Tusi, scrittore di Al-Istibsar wa Al-Tahtheeb.”
Io risposi: “O, i tre “Abu Ja’far”, scrittori dei quattro libri che hanno sviato i nostri cugini Rafidi. Cosa vi porta ad una tomba pura come questa?”
Il più grande tra loro, Al-Kulayni, rispose: “Io e questi miei due compagni, siamo in disaccordo su chi tra noi ami di più colui che è accolto i questo sepolcro, ed abbiamo bisogno che tu giudichi tra noi!”
Dissi loro: “L’amore non è solo una parola che esce dalla bocca , ma ha bisogno di essere sostenuto dalle azioni”. Tuttavia, sembra che nessuno dei tre abbia compreso le mie parole...

Al-Saduq, essendo un arguto volpone, colse l’occasione al volo e disse: “Voglio dimostrare a tutti che sono colui che più ama Abu Abdillah, e darò a chiunque visiti la sua tomba la ricompensa di un Umrah!” Così afferrò la penna e scrisse quanto segue:

“Ibn Sinan disse: Ho udito Al-Rida dire: La visita alla tomba di Al-Hussein equivale ad una Umrah accettata”. (Thawab Al-A’mal- Saduq- p.85)
Al-Tusi, il più giovane dei tre, non avrebbe concesso al suo compagno tempo sufficiente per godere della sua realizzazione, quindi venne e disse:

“Mu’awiyah Bin Wahb Al-Bajali disse: Abu Abdillah (Ja’far Ibn Muhammad) mi disse: Colui che il giorno di Arafa si trova accanto alla tomba di Al-Hussein, è come se fosse stato ad Arafa (Hajj).” (Tahtheeb Al-Ahkam- Tusi- 6/51)
Al-Saduq: “Ho capito, se la mettiamo così, io assegnerò un Hajj ed una Umrah!”
“Ahmad Bin Abi Nasr disse: Alcuni dei nostri compagni, chiesero ad Abu Al-Hassan Al-Rida, sui meriti di colui che visita la tomba di Al-Hussein, ed egli rispose: Equivale ad un Hajj ed una Umrah.” (Al-Thawab - Saduq - p.86)
Al-Kulayni sorrise e disse: “Ed io farò un Hajj ed una Umrah a distanza, senza neanche la ziyarah!”

“Hannan da suo padre: Abu Abdillah disse... O, Sudayr, vuoi visitare la tomba di Hussein cinque volte al Venerdì ed una volta ogni giorno? Io risposi: Che possa essere sacrificato per te, la distanza è grande! Mi disse: Sali sul tuo tetto, gira a destra ed a sinistra, quindi verso il cielo, poi verso la tomba e dì: Pace, benedizione e misericordia di Allah su di te, O Abu Abdillah. Ti sarà ascritta la ricompensa di una visita (ziyarah), e la visita è pari ad un Hajj ed una Umrah”. (Al-Kafi - Kulayni - 4/583)
Al-Saduq, non felice di quello che aveva udito, disse: “Me ne occuperò io, per rendere la visita pari a dieci Hajj con le loro Umrah”.

“Haroon ha detto: Un uomo chiese ad Abu Abdillah, mentre ero presente: Che cosa significa la visita ad Hussein? Egli rispose: Allah ha posto alla tomba di Al-Hussein 4000 Angeli, che hanno un aspetto terribile e piangono per lui fino al Giorno del Giudizio. Io dissi: Possano mia madre e mio padre essere sacrificati per te, non si narra dai tuoi genitori che la ricompensa del visitarlo è come recarsi in pellegrinaggio alla Mecca? Egli disse: Si, Un Hajj ed una Umrah, fino a contarli dieci volte.” (Al-Thawab - Saduq - p.85)
Al-Tusi, reagì prontamente: “Me ne occuperò io per farne 20!”

“Zayd Al-Shahham da Abu Abdillah: La visita alla tomba di Al-Hussein equivale a 20 Hajj, ed è meglio di 20 Hajj ed Umrah.” (Al-Tahtheeb - Tusi - 6/47)
Al-Saduq si voltò verso il suo compare con viso serioso e disse: “Ventuno!”
“Huthayfah Bin Mansour disse: Abu Abdillah mi chiese: Quante volte sei andato al Hajj ? Risposi: Diciannove volte. Così mi disse: Se tu dovessi completare 21 Hajj, alora saresti come colui che visita la tomba di Al-Hussein Bin Ali.” (Al-Tahwab - Saduq - p.92)
Al-Kulayni: “Solo ventuno? Allora che ne dite se io faccio 25?”

“Abu Sa’eed Al-Mada’inee disse: Entrai da Abu Abdillah e dissi: Possa io essere sacrificato per te, vado alla tomba di Al-Hussein? Egli rispose: Si, o Abu Sa’eed, vanno alla tomba del figlio dell’Inviato di Allah le più belle, pie e pure tra le persone. Se lo visitate, Allah vi ascriverà la ricompensa di 25 Hajj.” (Al-Kafi - Kulayni - 4/581)
Al-Saduq alzò la testa e disse: “No, 30!”

“Musa Bin Qassim Al-Hadrami disse: Abu Abdillah disse: (...) Vuoi che ti menzioni ciò che aumenta le tue virtù, o fratello dallo Yemen? Lo yemenita rispose: Accrescimi, o figlio del Rasul Allah. Egli disse: Visitare Abu Abdillah equivale ad un Hajj accettato al fianco del Profeta. Trovandolo perplesso aggiunse: Si, da Allah è considerato pari a due Hajj accettati accanto al Profeta. E trovandolo ancora perplesso, continuò ad aumentare fino a raggiungere i 30 Hajj accettati in compagnia del Profeta “. (Al-Thawab - Saduq - p.94)
Al-Kulayni, sorridendo sornione: “Da me è pari a 40 Hajj con le loro Umrah, la metà dei quali in compagnia di un Profeta o un Imam!!”

“Basheer Al-Dahhan: Dissi ad Abu Abdillah: Mi manca il Hajj, passo il giorno di Arafa alla tomba di Al-Hussein? Mi rispose: Si, è una buona cosa, o Basheer. Ad ogni credente che si reca alla tomba di Al-Hussein, riconoscendogli il suo diritto, in un giorno diverso dall’Eid, Allah ascrive la ricompensa di 20 Hajj e 20 Umrah accettati, ed anche 20 Hajj e 20 Umrah accettati in compagnia di un Profeta inviato ed un Imam.” (Al-Kafi - Kulayni - 4/580)
A questo punto, Al-Saduq, impaziente, saltò su e disse: “80 Hajj accettati!”

“Malik Bin ‘Atiyyah narra da Abu Abdillah: A chiunque visiti la tomba di Abu Abdillah, Allah ascrive 80 Hajj accettati.” (Thawab - Saduq - p.91)
Al-Tusi, con sguardo gelido, ribattè semplicemente: “100 Hajj, 100 Umrah e 100 battaglie a fianco di un Profeta inviato o di un solo Imam”.

“Muhammad Bin Ya’qoub Al-Kulayni, da Muhammad Bin Yahya, da Muhammad Bin Al-Hussein, da Muhammad Bin Isma’eel, da Salif Bin Uqbah, da Basheer Al-Dahhan, da Abu Abdillah: A chi si reca da lui in un giorno di Eid, Allah ascrive 100 Hajj, 100 Umrah e 100 battaglie al fianco di un Profeta inviato o di un Imam”. (Al-Tusi - Al-Tahtheeb - 6/46)
A questo punto, Al-Kulayni si arrabbiò e disse: “Come ti permetti di raccontarmi questo?

Chi ti ha dato il permesso?” E quasi scoppiava una zuffa, se io non fossi intervenuto tra Kulayni e Tusi.
Nel frattempo, Al-Saduq, colse l’occasione per portare una narrazione da “distruzione di massa”.
“Salih Bin Uqbah da Basheer Al-Dahhan che disse: domandai ad Abu Abdillah: Se mi manca il Hajj e passo Arafa vicino alla tomba di Al-Hussein? Egli mi rispose: Si, è una buona cosa, o Basheer. Ad ogni credente che si reca alla tomba di Al-Hussein, riconoscendogli il suo diritto, in un giorno diverso dall’Eid, Allah ascrive la ricompensa di 20 Hajj ed Umrah accettati, ed anche 20 Hajj ed Umrah accettati in compagnia di un Profeta inviato o di un Imam. Ed a chi va da lui in un giorno di Eid, viene ascritta la ricompensa di 100 Hajj, 100 Umrah, 100 battaglie al fianco di un Profeta inviato o di un Imam. Mentre per colui che vi si reca nel giorno di Arafa, viene riconosciuto il diritto ad avere ascritti 1000 Hajj, 1000 Umrah e 1000 battaglie al fianco di un Profeta inviato o di un Imam.” (Thawab - Saduq - p.89)
A questo punto Al-Kulayni perse la testa ed iniziò ad inveire contro di loro: “O, figli di Iblis! Torniamo ai vecchi tempi in ci non osavamo offrire più di un centinaio di Hajj ed Umrah. Avete preso le mie narrazioni dal mio libro e le avete ingrandite, accidenti a voi! Ed abbandonò “l’asta” in stato di estrema tristezza...

Al-Tusi si girò verso di noi e fiducioso disse: “Per ogni passo un Hajj con tutti i suoi rituali ed una battaglia”.
“Salih Bin Uqbah da Basheer Al-Dahhan che disse: Abu Abdillah di disse: O Basheer, al credente che viene alla tomba di Al-Hussein durante Arafa, si lava con l’acqua del fiume Furat, poi si dirige verso di lui. Allah ascrive, per ogni passo che compie, un Hajj completo dei suoi riti. Ed aggiunse: una battaglia.” (Tahtheeb - Tusi - 6/50)
In questo caso, i due avversari di Al-Tusi, unirono le forze ed esclamarono: “Non barare, o Tusi! Daci dei numeri chiari!” Lui li guardò con familiarità: “E perchè no?”

I numeri si erano evoluti nel tempo, quindi disse: “Allora, va bene.”
Pronunciò un numero tale, di cui Kulayni e Saduq non avevano nemmeno mai sentito parlare!
Disse: “Un milione di Hajj, un milione di schiavi liberati ed un milione di offerte per la causa di Allah, caricate sul dorso di cavalli. E in più, solo per fare maggiore dispetto, l’assegnazione dei titoli di “veritiero” e “cherubino”.
“Yunis Bin Thabiyan da Abi Abdillah, che disse: A chi visita la tomba di Al-Hussein in Arafa, Allah ascrive un milione di viaggi Hajj in compagnia di Al-Qa’em Al-Mahdi, un milione di Umrah col Profeta, la ricompensa della liberazione di un milione di schiavi, la ricompensa di un milione di offerte, per la causa di Allah, caricate sul dorso di cavalli. Allah lo chiamerà: Il Mio veritiero (siddiq) servitore, ha creduto nella Mia promessa. Gli Angeli diranno: Questo è il siddiq, Allah lo ha elogiato dal Suo Trono, e sulla terra sarà lodato come cherubino”.  (Tahtheeb - Tusi - 6/50)
Proprio quando stavo per domandargli il significato di “cherubino”, i suoi due compagni lo assalirono e picchiarono a sangue, perchè aveva menzionato il termine “siddiq” nella sua narrazione.  Dicendogli: “Come osi utilizzare il titolo del nostro nemico Abu Bakr As-Siddiq? Tu, nasibi!!”
Li ho lasciati soli a frantumarsi le mascelle a vicenda, quando m sono svegliato al suono dell’ Adhan del Fajr.

Poi mi sono domandato, perchè non chiedere on-line ai ragazzi della Shia Duodecimana cosa intendeva il loro Imam per “cherubino”...
Sia lode ad Allah che era solo un sogno. Che esperienza terribile sarebbe stata incontrare quelle basse persone nella vita reale, quegli ipocriti alla ricerca della cifra maggiore nel tentativo di consolidare la religione del loro antenato, il giudeo Ibn Saba...
Così, rafidi, godetevi ciò che quei pagliacci che chiamate studiosi hanno riportato nei vostri principali testi, per sviarvi. Salam Aleikum.

Fonte: http://gift2shias.com/2012/11/23/kulayni-saduq-and-tusi-near-the-grave-of-al-hussein-ra/
Traduzione a cura di Studiamolashia
Articolo pubblicabile riportando la fonte: http://studiamolashia.blogspot.com/

domenica 13 gennaio 2013

LA SHIA E L’INGIURIA VERSO L’AHL AL-BAYT (r): I PROFETI


La shia non ha affermato sciocchezze solo contro il Profeta Muhammad (S) e di suoi famigliari, ma hanno fatto lo stesso contro i Profeti e Messaggeri precedenti, di seguito alcuni esempi.


Hanno avuto il coraggio di dire che Jafar era più sapiente di Musa ed Al-Khidr.
Al-Kulayni ha riportato da Sayf Al-Tammar che disse: “Eravamo un gruppo di sciiti con Abu Abdillah nel Hajar. E lui ci disse: C’è qualcuno che ci vede? Noi abbiamo guardato a destra e sinistra, e non abbiamo visto nessuno. Poi abbiamo detto: Non c’è nessuno. Lui disse: Giuro sul Signore della Ka’aba, giuro sul Signore di questa struttura (per tre volte)! Se ero presente tra Musa ed Al-Khidr gli avrei detto che sono più sapiente di loro, e li avrei informati di ciò che non avevano nelle loro mani.”
(Usul Al-Kafi, Kitab Al-Hujja, v.1, p.261)

Hanno inventato anche una strana storia, per cui quando Ali era appena nato, il Profeta (S) andò a trovarlo e se lo trovò davanti che stava mettendo la mano destra sull’orecchio destro e chiamava alla preghiera, e testimoniava l’Unicità di Allah e del Suo Messaggio. Poi chiese al Profeta (S): “Posso leggere?” Lui rispose: “Leggi”. E qui riportiamo il testo letteralmente: “Ha cominciato a leggere i testi scesi su Adam, conservati da Shiit, e li ha letti tutti dalla prima all’ultima parola, in modo perfetto, tale che se Shiit fosse stato presente avrebbe confessato che Ali li aveva in memoria meglio di lui. Poi ha letto il Zabur di Dawud in modo talmente perfetto che se Dawud fosse stato presente avrebbe ammesso che Ali lo aveva in memoria meglio di lui. Poi ha letto il Vangelo di Gesù in modo talmente perfetto che se Gesù fosse stato presente avrebbe confessato che Ali lo aveva in memoria meglio di lui. Poi ha letto il Corano ed ho trovato che l’aveva in memoria come ce l’ho io adesso, solo che a quel tempo non avevo ancora sentito una Ayah.”
(Rawdat Al-Wa’idhin, p.48)

Ed ancora, sul Giorno del Giudizio. Ci sarà un grido che domanderà : “Dov’è il Califfo di Allah sulla Sua terra?” Così si alzerà Dawud, ma arriverà la risposta di Allah che gli dirà: “Non intendevo te, anche se per Allah sei un Califfo”. Poi nuovamente verrà domandato: “Dov’è il Califfo di Allah sulla sua terra?” E così si alzerà Amir Al-Mu’minin Ali Ibn Abi Talib. Quindi arriverà la risposta di Allah l’Onnipotente: “O, creazione! Questo è Ali Ibn Abi Talib, il Califfo di Allah sulla Sua terra, e la Prova sui Suoi servi.”
(Kashf Al-Ghumah, v.1, p.141)

Hanno anche ingiuriato i Profeti e Messaggeri, affermando che la Grazia di Allah su Ayyub è stata modificata perché ha negato la wilaya di Ali, così il Profeta Yunus è stato inghiottito dalla balena perché ha negato la wilaya di Ali, e prima di lui anche Yusuf , fino ad Adam.

Al-Humayzi nel suo tafsir dice: “Abdallah Ibn Omar si incontrò con Zayn Al-Abidin e gli chiese: “O, figlio di Al-Hussein! Sei tu che dici che Yunus ha avuto ciò che ha avuto nel ventre della balena perché ci ha pensato un po’, quando gli è stata proposta la wilaya di Ali?” Lui disse: “Si, che tuo padre ti perda!” E l’altro: “Allora mostrami un segno che tu sei veritiero”. Allora (l’imam) ordinò che venissero coperti i loro occhi con una benda, poi ordinò che venissero levate dopo un’ora. Ma improvvisamente si trovarono sulla spiaggia marina, con le onde che li colpivano. Ibn Omar esclamò: “O signore! La mia vita è nelle tue mani! Ti chiedo per Allah abbi pietà della mia anima”. Lui rispose: “Un attimo e ti mostrerò se sono veritiero. Poi disse: O Balena!” Ed una balena tirò fuori la testa, che era come una grossa montagna, che diceva: “Rispondo a te, rispondo a te (labbayka), waliullah!” Poi lui disse: “Chi sei?” E lei: “Sono la balena di Yunus, signore”. Lui: “Informaci”. Lei: “O, signore, a qualunque Profeta inviato, da Adam fino a tuo nonno Muhammad, è stata proposta la vostra wilaya, dell’Ahl al-Bayt. Chi ha accettato si è salvato, mentre chi da subito è stato indeciso ha avuto delle disgrazie, come Adam, o il diluvio per Noè, il fuoco per Ibrahim, la prigione per Yusuf, la dura prova di Ayyub, il peccato a Dawud, fino a che Allah ha mandato a chiedere a Yunus rivelandogli: “O, Yunus! Prendi come waly Amir Al-Mu’mineen”.
(Tafsir Nur At-Takalayn, v.3,p.435)

Come quest’altra storia che ha riportato Al-Bahrani nell’introduzione al suo tafsir: “Al-Burhan narra da Salman che disse ad Ali: sacrifico mio padre e mia madre per te, o massacrato a Kufa! Sei tu la prova di Allah, con cui ha accettato il pentimento di Adam ed ha salvato Yusuf dal pozzo, sei tu la causa della vicenda di Ayyub e il motivo per cui Allah ha modificato la Sua grazia su di lui.”
(Al-Mukaddima, p.27)

E’ stato riportato in Ma’ani Al-Akhbar che ad Abu Abdillah è stato chiesto il significato della frase di Ali che disse: “La nostra questione è dura e difficile. La riconosce solo un Angelo ravvicinato, un Profeta inviato, un servo cui Allah ha messo il cuore alla prova”. Quindi rispose: “Tra gli Angeli ci sono quelli ravvicinati e quelli non, tra i Profeti ci sono quelli inviati e non, e tra i credenti ci sono quelli messi alla prova e quelli non. E la nostra questione è stata proposta agli Angeli e l’hanno riconosciuta solo i ravvicinati, poi è stata proposta ai Profeti e l’hanno riconosciuta solo quelli inviati, ed è stata proposta ai credenti e l’hanno riconosciuta solo quelli che sono stati messi alla prova”. (Muqaddimat Al-Burhan, p.26)

Sul padre di tutti i profeti hanno detto che: “Le parole con cui Allah ha accettato il pentimento di Adam, sono state la sua invocazione tramite l’alto livello di Muhammad, Ali, Fatima, Hasan ed Hussein”. (Kitab Al-Khisal di Ibn Babawayh Al-Qummi, v.1,p.270)

Questi sono alcuni esempi delle credenze che questa gente nasconde nei loro cuori e libri, ingiurie ai profeti e Messaggeri di Allah sotto forma di amore per l’Ahl Al-Bayt.


Tradotto ed elaborato dal libro “Al-Shia wa Ahl Al-Bayt” di Ihsan Ilahi Dhahir (ex-direttore della rivista “turjuman Al-Hadith” in Lahore)

Articolo pubblicabile riportando la fonte :http://studiamolashia.blogspot.com/

domenica 25 novembre 2012

LA QUESTIONE DEL CALIFFATO

SUNNITI E SCIITI A CONFRONTO. LA TESI DI MUHAMMAD BAQIR SADR.
(Parte seconda)



 Massima estensione del Califfato dei Rashidun, nel 654.

ABU BAKR, UNO STUDIO IN CONTRASTO
Appena dopo l’elezione di Abu Bakr, si svilupparono problemi molto gravi.

Muhammad Rashid Feroze scrive:
“La prima battuta d’arresto per Abu Bakr, fù la grande opposizione di molti compagni, guidati da Omar, riguardo l’assegnamento del comando dell’esercito ad Osama B.Zayd, verso il territorio di Qada’a. Si opponevano al comando di Osama perché non aveva ancora diciotto anni, e scelsero Omar B. Al-Kattab come loro rappresentante. Gli venne chiesto di suggerire che l’esercito non venisse inviato o che venisse respinto Osama. Volevano nominare un comandante con attiva esperienza di servizio sul campo di battaglia. Il Califfo Abu Bakr rifletté sulle obiezioni di questi compagni, per gran parte della giornata, ma poi si ricordò di quando il Profeta (S) venne alla moschea, con la testa fasciata, e disse: “Gente, lasciate che l’esercito di Osama parta”. Il Profeta (S) ripeté queste parole per tre volte, e continuò: “Chi condanna ora il suo comando, è stato critico anche verso il comando di suo padre. Per Allah, egli è il più qualificato al comando! Per Allah, dopo di lui suo figlio è uno degli uomini più capaci!”.

Quando Abu Bakr si ricordò di questo episodio, decise di inviare l’esercito di Osama, perché questo era l’ordine del Profeta di Allah, anche se questo poteva portare alla perdita della sua vita. Nel frattempo Omar era giunto per chiedere ad Abu Bakr di non inviare l’esercito, ed Abu Bakr gli rispose: “Per Colui nelle cui Mani è la mia vita, anche se avessi pensato che mi avrebbero attaccato delle bestie feroci, avrei inviato l’esercito di Osama, come ordinato dal Profeta (S). Anche se nessuno oltre me fosse rimasto in città, avrei inviato questo esercito”.
Quando Omar vide la determinazione di Abu Bakr nell’inviare l’esercito, gli chiese di respingere Osama e di dare il comando ad uno dei ben noti valorosi combattente dell’Islam, come Sa’ad B.Abi Waqqas o Khalid B.Walid, ma Abu Bakr rifiutò fermamente questa proposta.
L’esercito condotto da Osama ebbe un forte impatto in quel periodo, nel quale molte tribù avevano abbandonato l’Islam, e si erano rifiutate di pagare la zakat. Pensavano che dopo la morte del Profeta (S), l’Islam fosse finito, e lo scopo della spedizione era quello di incutere timore nei loro cuori.
Le tribù dicevano tra loro: “Se i musulmani non erano potenti, non avrebbero mandato questo esercito” (condotto da un ragazzo).
Questo è stato un esempio di obbedienza e lungimiranza di Abu Bakr, in un momento cruciale per la storia dell’Islam.
In seguito Abu Bakr fece altri preparativi per il Jihad, contro coloro che avevano abbandonato la fede in Allah, e lanciò contro di loro una guerra a tutti gli effetti. Tra queste, quasi tutte le tribù d’Arabia, tranne i Quraish ed i Thaqif.
Abu Bakr doveva fronteggiare ben undici fonti di ribellione e caos e voleva stroncarle sul nascere.
Radunò i comandanti della comunità musulmana e li incaricò di reprimere la rivolta, in undici diversi settori, come segue:
1) Khalid B.Walid, venne inviato a Talha Al-Asadi, con istruzioni di andare, dopo aver affrontato Talha, da malik B.Nuwaira.
2) Ikrama B.Abi Jahl, inviato a combattere Musailima Al-Kazzab, che dopo l’abbandono dell’Islam, aveva affermato di essere un profeta.
3) Al-Muhajir B.Abi Umayya, inviato a combattere Al-Ansi Al-Kazzab e Kinda, in Hadramawt.
4) Khalid B.Sa’id, inviato in Siria per sedare la ribellione dei capi di quella zona.
5) Amr B.Al-As, inviato a Qada’a e Wadi’a.
6) Hudhayfa B.Hisn, inviato a sottomettere il popolo di Daba.
7) Arfaja B.Harthama, inviato a Mahra.
8) Shurahbil B.Hasana, inviato ad aiutare Ikrama B.Abi Jahl, e di là a Qada’a.
9) Ma’n B.Hajiz, venne inviato ai Bani Sulaym ed al popolo di Hawazin.
10) Suwayd B.Hajiz, inviato ai Tahama, in Yemen.
11) Al-Ala B.Hadrami, inviato ai Bahrai.

I nomi dei capi delle spedizioni militari inviati da Abu Bakr, per sopprimere le ribellioni, dà un idea del suo grosso impegno.
E’ stato necessario preparare questi eserciti, perché marciassero in tutto il paese ad annunciare che l’Islam era vivo e forte. Questi eserciti vinsero le loro battaglie, molto impegnative, in cui un gran numero di compagni caddero martiri, dei quali molti memorizzatori del Corano. Tutto questo sacrificio venne sostenuto per rafforzare l’Islam e mantenere a sventolare la bandiera della fede.
Abu Bakr fece questi grandi sforzi, senza calcolare le probabilità di riuscita o temendo difficoltà nella gestione della sua missione. Voleva combattere il mondo che aveva voltato le spalle all’Islam, e riportarlo sulla retta via. “

Così vediamo che l’Islam era evidente pericolo, eppure Allah Onnipotente ha salvato i musulmani, perché obbedivano al Suo comando. Quindi l’affermazione che Ali non ha combattuto contro il Califfo Abu Bakr, per il bene dell’Islam, è assurda.

Cosa sarebbe accaduto se nel terzo anno di profezia, quando Allah ha comandato al Profeta (S) di invitare all’Islam i suoi parenti, egli avesse vacillato, e pensato: “Beh, siamo in pochi e potremmo essere uccisi, se rendo pubblica la mia missione. Pertanto, per proteggere l’Islam, me ne resto tranquillo!”
Questo tipo di approccio verso gli eventi, esclude chiaramente l’intervento di Allah nelle questioni umane e vede solamente un interazione tra forze materiali, ed è ovviamente un idea che nessun musulmano avrebbe sottoscritto.

Così, in breve, se ad Ali fosse stato dato suggerimento da parte del Profeta (S) di divenire il suo successore, egli avrebbe fatto di tutto per assicurare la sua successione.
Possiamo tranquillamente concludere che Ali non era affatto incaricato dal Profeta (S) per essere Califfo, né privatamente né pubblicamente, e questo lascia l’elezione di Abu Bakr chiara e legittima. (5)
Durante la mia ricerca per questo articolo, mi sono imbattuto in una sorprendente dichiarazione dello studioso sciita Tabatabai, proprio indicata a questo argomento:
“Ovviamente, in base ai principi religiosi, si può forzare chi ha deviato dalla verità, a ritornare alla verità; non si deve abbandonare la verità per soddisfare chi l’ha abbandonata. Quando il primo Califfo (Abu Bakr) venne informato che alcune tribù musulmane si erano rifiutate di pagare la tassa religiosa, ordinò la guerra, e disse: “Se non mi danno le decime, che hanno dato al Profeta, mi batterò contro di loro”. Evidentemente, dicendo questo, intendeva particolarmente affermare che verità e giustizia devono prevalere ad ogni costo. Sicuramente il problema della legittimazione del califfato era più importante e significativo delle decime, e lo sciismo è convinto che lo stesso principio applicato qui dal primo Califfo, avrebbe dovuto essere applicato dall’intera prima comunità riguardo la questione della successione del santo Profeta.” (6)
Inutile dire chi, secondo gli sciiti, sarebbe stato più qualificato di Ali ad assumersi questa responsabilità a nome della prima comunità?

ADDENTRANDOSI NEL RAGIONAMENTO ED ANALISI
Per quanto riguarda il resto del libro di Sadr, egli cerca di dimostrare che l’unica soluzione, al problema della successione del Profeta (S), è nella nomina di Ali. Cerca anche di dimostrare che tutti ne erano a conoscenza, e presenta più elementi a prova della sua tesi. Cita dal libro Ihtejaj, dello storico sciita Tabarsi, che: “Un giorno Eban B.Taghlah chiese all’imam Jafar As-Sadiq (sesto imam sciita): “Possa la mia vita essere sacrificata per te. Qualcuno dei compagni del Profeta fù contro Abu Bakr, lo incolpò per aver accettato la posizione di Califfo?”. Egli rispose: “Si, dodici dei compagni condannarono la sua posizione di Califfo. Dei Muhajirun c’erano Khalib B.Sa’id Al-As, Salman Al-Farsi, Abu Dharr Al-Ghifari, Miqdab B.Aswad, Ammar B.Yasir e Baridah Aslami. Degli Ansar c’erano Abu Al-Hatim B.Teyhan, Uthman B.Haneef, Hazimah B.Thabit, Dhulshadatayn, Ibn Abu Ka’ab ed Abu Ayyub Al-Ansari.” (7)
Anche prendendo per buona questa citazione di condanna verso Abu Bakr, essa non menziona che qualcuno avesse sposato la causa del califfato di Ali. Ed anche se fosse vero che lo hanno fatto, è incredibile che Ali stesso abbia taciuto sul suo “diritto divino”.

Sadr cerca anche di ritrarre i compagni, ed in particolare Omar, come degli ambiziosi politici! L’incidente preferito, citato dall’imam Sadr e dagli altri studiosi sciiti, ha avuto luogo pochi giorni prima della morte del Profeta Muhammad (S).
Egli chiese carta e penna per poter dettare qual’cosa, dopo della quale essi non si sarebbero sviati. Omar disse che, abbiamo con noi il Libro di Allah ed il Profeta (S) è afflitto dal dolore. A questo punto avvenne una discussione, fino a quando vennero procurate carta e penna che il Profeta (S) aveva richiesto. Poi il Profeta (S) chiese loro di lasciare la stanza. (8)
Imam Sadr afferma che il Profeta (S), avvertito il pericolo che avrebbe minacciato la sua missione dopo la sua morte, voleva salvare i musulmani dai problemi futuri, indicando la sua volontà verso Ali. Questo episodio è presentato come prova della volontà del Profeta (S) di investire Ali come Califfo. Questo, nel libro, è presentato in modo che il lettore sia indotto a credere che il Profeta (S) sia morto immediatamente dopo tale episodio, senza più avere la possibilità di rendere pubblica la successione di Ali.

Sono costretto a fare alcune osservazioni su questo punto.
In primo luogo, sarebbe strano mettere in relazione questo episodio con il califfato di Ali, dal momento, che secondo le fonti sciite, la sua nomina era già stata resa pubblica a Ghadir Khum.
In secondo luogo, se una tale annuncio era importante, perché il Profeta (S) non chiese nuovamente carta e penna prima della sua morte?
Sappiamo che Allah aveva già completato la Sua religione (Corano 5:3), quindi cosa avrebbe potuto essere lasciato fuori?
In terzo luogo, ciò dimostra che quando guardiamo un incidente con pregiudizio, è molto facile interpretarlo secondo il nostro particolare punto di vista ed interesse.
In quarto luogo, se ciò che il Profeta (S) aveva da comunicare era necessario a completare e proteggere la guida di Allah, sarebbe legittimo pensare che Allah non gli abbia consentito di comunicare le sue ultime volontà in favore di Ali. E questo è nuovamente considerare gli avvenimenti mondani come unica interazione tra forze materiali, ed esclude la Mano di Allah.
Se Allah avesse voluto, il Profeta (S) avrebbe potuto vivere non pochi giorni di più, ma centinaia di anni o più, se questo era necessario per completare la Guida di Allah!
L’imam Sadr cerca, in molti modi, di dimostrare l’incapacità e debolezza dei compagni del Profeta (S), nel trasmettere il messaggio dell’Islam. Dice che ci sono stati circa dodicimila compagni, un gran numero dei quali ha trascorso molto tempo in compagnia del Profeta (S), ma ci sono poche centinaia di hadith tramandati da loro. (9)
Uno sguardo casuale al Sahih Muslim, dimostra che contiene più di tremila hadith! E noi sappiamo che esso è solo una delle collezioni classiche di hadith sunniti.

Dopo aver letto tutto il libretto, mi sono convinto che l’affermazione degli sciiti sulla nomina divina di Ali come successore del Profeta (S), non aveva alcun fondamento.

Note:
1) Tarikh At-Tabari, vol.5, p.24. Citato dall’imam Muhammad Baqir Sadr, Tashayou ya Islam Rasteen (Teheran, Iran: Chopkhane Haydary, 1980), p.15. Tradotto in inglese da Ali Akbar Mahipoor.

2) Tarikh At-Tabari, vol.3, p.20, citato ibid., p.16.
3) Allamah Sayyid Muhammad Tabatabai, Shi’ite Islam (New York: State University Press, 1975) p.180; Sadr, pp.72-73.
4) Muhammad Rashid Feroze, Abu Bakr: The First Caliph (Leichester, England: The Islamin Fundation, 1976), pp.31-33.
5) L’unica altra possibilità é che Ali conoscesse la verità sul suo califfato, ma abbia volontariamente disobbedito, il che significherebbe tradimento verso Allah ed il Suo Messaggero (Cerchiamo rifugio in Allah da questa possibilità). Ciò implicherebbe che Ali è stato un codardo o un bugiardo, ed entrambe le possibilità siamo costretti a rifiutarle a priori.
6) Tabatabai, pp.183-184.
7) Sadr, p.68.
8) Come citato da Sadr, p.19, da Masnad Ahmad, vol.1, p.300; Sahih Muslim, vol.2, ch.Wasaya; Sahih Bukhari, vol.1, ch. Solh.
9) Sadr, p.35.

Tratto e tradotto da: http://www.shiaorsunni.com/index.html
Articolo pubblicabile riportando la fonte: http://studiamolashia.blogspot.com/

venerdì 16 novembre 2012

UN ALTRO HADITH DELLA SHIA SUL PROFETA MUHAMMAD (S)

Pubblichiamo in aggiunta all'articolo: LA SHIA E L’INGIURIA VERSO L’AHL AL-BAYT (r): IL SIGILLO DEI PROFETI (S)


Riportato da Ibn Abbas:

“Ho visto il Messaggero di Allah, il giorno della conquista di Mecca, aggrappato alle tende della Ka’ba, dire: “O Allah, mandami un uomo tra i miei cugini a sostenermi.” Al che Gibril discese come uno arrabbiato, dicendo: “O Muhammad, Allah non ti supporta con una delle spade di Allah, lanciata contro i nemici di Allah?” Intendendo con ciò, Ali Ibn Abu Talib”.

In un altra versione “Gibril discese con rabbia”.

Bihar Al-Anwar, Muhammad Baqir Al-Majlisi, vol.41, pag.61. Anche “I Quaranta” di Sheikh Al-Mahoozy, pag.335, a cura di Sayid Mahdi Rajaa’ei.

  Anche questo racconto sciita presenta il Profeta Muhammad (S) molto distante dall'immagine che ne hanno tutti i credenti, giuntaci attraverso le autentiche testimonianze storiche e direttamente dalla Parola di Allah nel Sacro Corano. 
Possiamo dedurne un uomo smemorato, sciocco, oggetto della collera di Allah, fallibile... (Cerchiamo rifugio in Allah contro queste calunnie).
Pensate esistano racconti sciiti simili, riguardanti uno dei loro infallibili imam? Certo che no.


Fonte: http://islamistruth.wordpress.com/2012/09/29/allahswt-angry-at-the-prophetsaw-shia-claim/

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